Gli ex colleghi ricordano la compianta professoressa Graziella Tromba

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Ricordare Graziella Tromba non è difficile: basta leggere le centinaia di commenti che hanno inondato i Social alla comparsa della notizia della sua morte avvenuta il 6 dicembre scorso. Amici, ex colleghi e soprattutto tanti alunni hanno lasciato una frase, un aneddoto, tante piccole istantanee che fotografano una grande insegnante, un’insuperabile compagna di viaggio e una persona certamente speciale.  Graziella era proprio così: la sua empatia, il sorriso e l’ironia di tante espressioni alleggerivano il cuore di chi le stava davanti.

 

Graziella Tromba era un’insegnante di Economia Aziendale, severa, molto preparata ma, prima di tutto, disponibile sempre ad ascoltare e ad aiutare gli alunni. Graziella amava insegnare, ma soprattutto sapeva educare e ai suoi alunni offriva in ogni occasione pillole di saggezza e di gentilezza. Le trasmetteva sempre con il sorriso e con la battuta che suscitavano l’ilarità della classe, ma proprio in questo modo colpivano nel segno e lasciavano un’impronta indelebile.

Di alunni lei al Guala ne aveva visti passare tanti e, prima di loro, anche lei era stata un’alunna di quello che diventò il suo Istituto. Sui banchi di scuola conobbe un bel professore che, alla fine dei cinque anni, avrebbe sposato: Mario Rostagno, l’amore della sua vita. E quando si laureò in Economia e Commercio, non accettò lavori più remunerativi e prestigiosi, ma scelse la strada dell’insegnamento.

Graziella era una donna forte che il destino ha caricato di un peso insopportabile perché innaturale, la morte della figlia Laura quando aveva solo 28 anni. Da quel giorno i silenzi, le rughe hanno segnato il suo volto, ma l‘empatia, l’ironia non le sono mai mancate. E noi ex-colleghi abbiamo compreso e condiviso il suo dolore. Agli alunni, però, non è mai mancato l’impegno quotidiano di chi conosce le sue responsabilità e questo ha arricchito ancora di più la loro preparazione scolastica e umana.

Graziella era andata in pensione nel 2019 e, quando il nostro Paese e la scuola sono stati investiti da ciclone del Covid, diceva di essere contenta di aver evitato la didattica a distanza perchè a lei piaceva il contatto umano attraverso il quale poteva essere utile ai suoi alunni. Se n’è andata all’improvviso, prima di Natale; diceva sempre di odiare il Natale perché le faceva sentire ancora di più la mancanza della sua Laura. Adesso potrà riabbracciarla e a noi restano tanti ricordi, tutti belli, di una grande donna e di una stupenda insegnante.

Gli  ex-colleghi del Guala

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