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Gli alunni dell’Alta Langa studiano le storie di Masche

Con l’aiuto di nonni insegnanti e gli esperti del Nostro Teatro di Sinio

Si trasformavano in animali feroci o in radici che all’improvviso facevano ribaltare il carro di un viandante. Facevano malefici per far piangere i neonati o togliere il latte alle mucche. La loro esistenza era legata al mistero e ad eventi imprevedibili che l’uomo non poteva dominare. Le “masche”, personaggi scaturiti dalla fantasia del mondo contadino di un tempo racchiusi nella memoria storica della Langa, diventano materia di studio e approdano nelle pagine del calendario 2022 realizzato dagli alunni dell’asilo e delle elementari dell’Istituto comprensivo “Bossolasco – Murazzano”.

I ragazzi hanno partecipato ad incontri in presenza e on line con vari esperti di racconti avvincenti sulle masche come il maestro Beppe Fenocchio, e il fondatore del Nostro Teatro di Sinio Oscar Barile, oltre ai nonni che volentieri hanno raccontato le loro esperienze vissute alle veglie quando le famiglie si riunivano nelle stalle o attorno al focolare. Di quando ascoltavano leggende legate a streghe, oggetti e animali parlanti, e altri personaggi misteriosi che in qualche modo, con dispetti o molestie ostacolavano la quotidianità dell’uomo. Quindi si sono confrontati, hanno vestito i panni dei ricercatori ed hanno rielaborato le storie ormai lontane ma ancora ricche di fascino.

Le stesse che si potranno ammirare sfogliando le pagine del calendario. Spiegano gli insegnanti: «Beppe Fenoglio scriveva che in terra di Langa si può trovare il senso dell’umano nell’orizzonte sospeso tra cielo e terra. In questa terra avvolta da nebbie fitte, nascondono volti, paesi, fiumi, boschi, campi, che hanno racchiuso storie preziose e potenti che profumano di mistero e saggezza contadina. È grazie ad essa che sono giunte sino a noi le leggende o verità delle “masche” contornate di simbologia e luoghi a noi noti, di alcuni di questi luoghi vi è traccia in libri storici conservati in luoghi istituzionali. Di altre non vi è traccia scritta, ma solo un narrare orale che si tramanda di generazione in generazione, sino ad arrivare nelle nostre orecchie». «Il nostro progetto – concludono gli insegnanti – vuole omaggiare Fenoglio che ha ispirato il nostro andare di ricercatori curiosi e attenti ascoltatori. Il 1° marzo ricorrerà il centenario della sua nascita».

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