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    Giorno e notte

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    E’ facile immaginare lo scorrere del tempo: le ore, i giorni, le settimane. Ma per i mesi e gli anni occorre servirsi di agende e di calendari. Alla fine poi ci si accorge che non bastano neppure loro per averne l’esatta percezione.

    Capita specialmente quando si passa indifferenti in mezzo ad infinite situazioni problematiche, ingarbugliate, pesanti ed insostenibili. Quando cioè il tempo stesso distoglie tante esistenze dalla attenzione, dalla comprensione e dalla solidarietà della gente. Si tratta sovente di condizioni lavorative o di servizio per le quali non esistono soluzioni di continuità. Giorno e notte appunto, o come si usa dire H 24. Ma nella fattispecie sappiamo che la continuità lavorativa può essere garantita e regolata dai cosiddetti turni, che sono diversi secondo le tipologie del lavoro o del servizio. Abbiamo memoria dell’uso massiccio dei tre turni, che si facevano nelle fabbriche, cadenzati in otto ore ciascuno. Ed abbiamo ora contezza di una infinità di servizi per i quali non si può fare a meno dei turni, modulati ovviamente secondo le più varie esigenze.

    Ma viene anche da pensare a moltissimi altri casi in cui non si riesce ad organizzare una turnazione adeguata alle situazioni. Fra queste l’assistenza e la cura alle persone fragili o affette da disabilità irreversibili. Non autosufficienti. Quando l’organizzazione socio assistenziale non riesce a trovare ed offrire a costoro un sostegno umano, dignitoso e continuativo, si arriva inesorabilmente a lasciarli in carico alla famiglia. Giorno e notte appunto. Non è una novità. Da che mondo è mondo ognuno deve badare ai suoi. Ma è triste ed umiliante che ancora persista nella nostra società questo pensiero, neppure troppo velato. Così capita ogni tanto di venire casualmente a conoscenza di realtà mai immaginate, che sorprendono e scuotono anche la più incallita indifferenza. Stupiscono. Scandalizzano.

    E’ il caso di tanti genitori che si prendono cura tutte le ore, notte e giorno, per anni e per una intera vita di figlie o di figli assolutamente non autosufficienti. Quando emergono questi casi molti si accontentano di gridare allo scandalo. Alcuni ne discutono. Altri forse si rendono conto che in quel “giorno e notte” senza tregua c’è un’umanità autentica, al limite dell’eroico.

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