Ogni anno, nel mondo, si verificano oltre 1,4 miliardi di fulmini, con un’incidenza particolarmente elevata nelle regioni tropicali e durante i mesi estivi. In Europa e in Italia, il fenomeno è meno frequente, ma non trascurabile: con l’aumento delle temperature e dei temporali improvvisi, il rischio legato ai fulmini è tornato al centro dell’attenzione pubblica. In Italia cadono mediamente un milione e mezzo di fulmini all’anno, soprattutto nei mesi tra luglio e settembre, anche se il fenomeno può verificarsi in qualunque momento dell’anno. La fascia oraria più critica va dalle 14 alle 18, quando l’attività convettiva dell’atmosfera raggiunge il suo picco. Le aree più colpite sono quelle del Nord-Est e i rilievi prealpini, seguite dal Nord-Ovest. Le analisi statistiche dei meteorologi indicano nel Friuli Venezia Giulia la regione in cui statisticamente è più alta la possibilità di venire centrati da una saetta, con un numero medio di 5 fulmini per chilometro quadrato. Al secondo posto troviamo il Veneto, con 4,5 e al terzo la Lombardia con 4. Il Piemonte viene subito dopo, con una media di 3 fulmini per chilometro quadrato, superiore a tutte le rimanenti regioni d’Italia, dove questo valore si attesta in media a 1,5-2. Se proprio volete stare al sicuro, allora la Sardegna è la regione che fa per voi, perché proprio qui si registra la più bassa incidenza di fulmini d’Italia. Un altro elemento interessante è la diminuzione delle vittime negli ultimi decenni. Negli anni ’50 in Italia si registravano decine di morti ogni mese estivo, mentre oggi i casi letali sono diminuiti grazie a una maggiore consapevolezza e alla diffusione di strutture protettive.
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