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Festa di fine anno in Sala Ordet per gli studenti dell’Arte Bianca di Neive

Mercoledì 8 giugno, ultimo giorno di scuola, si è svolta in Sala Ordet ad Alba la tradizionale festa di fine anno dell’Arte Bianca di Neive, preceduta dalle finali dei tornei di calcio e di pallavolo vinti rispettivamente dalla squadra dei Prof e dalla 5^H, arricchita dai saluti della nostra Dirigente Paola dott.ssa Boggetto e animata dalle classi quinte, che hanno condiviso con la platea i loro saluti agli insegnanti e alla scuola. La festa è stata arricchita dagli interventi musicali della band guidata dal mitico Alfonso Bidello e composta da Mary, Sara , Eric, Federico di 2^H e Amy e Giulia di 4^H. Particolarmente significativo è stato l’intervento di Alessandro Averna Chinnici, nipote del magistrato Rocco Chinnici, ucciso nell’83 dalla mafia. Questo momento è stato curato dal prof. Salvatore Guliti, referente del progetto “Suona l’ora della Legalità ” e autore del brano “Ci sei” eseguito dalla band. “Ho scelto di difendere lo Stato e onorare la divisa dell’Arma perché la indossavano gli agenti di scorta uccisi nell’attentato a mio nonno che non ho mai abbracciato” ha detto Alessandro Averna Chinnici, giovane capitano dei carabinieri in servizio a Bologna. Nell’incontro con gli allievi dell’Arte Bianca ha riservato il rispetto più profondo anche alle tre vittime raggiunte in pieno dall’esplosione che ha trucidato il magistrato Rocco Chinnici davanti al portone di casa in via Pipitone Federico a Palermo il 29 luglio del 1983. Oggi, Alessandro, trentenne, come il maresciallo dei carabinieri Mario Trapassi e l’appuntato Savatore Bartolotta, componenti della scorta del magistrato, porta la divisa dell’Arma. Porta onore a quelle innocenti vittime della mafia. Come lo era anche Stefano Li Sacchi, il portiere dello stabile in cui Chinnici viveva. Trattare con serietà le tematiche della promozione della legalità è stato sempre un impegno comune di professori e studenti a cui il “Cillario Ferrero” non ha mai rinunciato. Per questo motivo il giovane Capitano si è aperto ai ragazzi con coraggio e, rispondendo alle loro domande, non ha lesinato anche confessioni inedite, verità scomode e tutta la sua rabbia per la brutalità con cui ha agito la criminalità organizzata. Nelle foto alcuni momenti della festa. Un ringraziamento speciale va ai rappresentanti di istituto Simone Bianco e William Cittadino, insieme ai compagni delle classi quinte, per il loro grande lavoro organizzativo.

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