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    Farmacista infedele sul Covid? Il giudice lo condanna a 3 anni

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    BRA – Si è conclusa per ora in primo grado ad Asti, con una condanna a 3 anni di reclusione, una vicenda che aveva suscitato scalpore nella pandemia. Si tratta di Alberto Fiora, 68 anni, farmacista titolare di due negozi a Bra e a San Bartolomeo al Mare (Im). Arrestato nell’agosto 2022, fu accusato di falsità perché a 4 clienti, 16 quelli originariamente chiamati in correità, avrebbe fatto avere il green pass inserendoli sulla piattaforma informatica nazionale, senza tuttavia averli vaccinati contro il Covid.

     

    Idem per una ventina di tamponi, gli esami che venivano praticati per individuare la presenza o meno del coronavirus: sempre secondo la Procura, avrebbero fruttato ai richiedenti la condizione di “via libera” rispetto alle restrizioni alla vita sociale imposte dalle autorità per evitare l’ulteriore diffusione del contagio, senza che i loro richiedenti si fossero davvero sottoposti al test. Inoltre, lo stesso farmacista ha dovuto rispondere di “somministrazione di medicinali in modo pericoloso per la salute” perché a un controllo il Nas dei Carabinieri avrebbe rilevato che praticava iniezioni sostituendo tra una e l’altra solamente l’ago e non l’intera siringa.

    E’ possibile che la sentenza venga impugnata dalla difesa dell’imputato in appello. L’avvocato di Fiora, Ezio Francia, non rilascia dichiarazioni e prende tempo «fino a inizio maggio – avverte – per studiare la sentenza, ancora non depositata» dal giudice. L’Ordine dei Farmacisti quando il suo associato fu posto ai domiciliari aveva annunciato la possibilità di prendere provvedimenti anche sul piano della disciplina professionale. Ora la presidente provinciale Enrica Bianchi dice che il procedimento interno nei confronti di Fiora è aperto ma sospeso, in attesa del giudizio definitivo della Magistratura.

    Redazione Corriere
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