BRA – E’ una non-notizia annosa l’appuntamento dal notaio per firmare la cessione da Reti Ferroviarie Italiane al Comune di Bra dell’ex scalo treni merci, che rinvia a data da destinarsi. L’ha ridata martedì scorso in commissione Lavori Pubblici il sindaco Gianni Fogliato (Pd). Il sindaco ha spiegato che la bozza dell’atto predisposta dallo studio Bergesio è arrivata in municipio per essere sottoposta ad alcune «integrazioni»; poi tornerà dal notaio e questi la «manderà a Roma, alla Direzione centrale di Rfi» dove «speriamo – ha concluso ripetendo l’auspicio per l’ennesima volta – arrivi veramente al capolinea questo progetto».
Capolinea che stando agli ultimi annunci del Municipio avrebbe dovuto essere lo scorso febbraio. Ricordiamo che si tratta di convertire circa 13mila metri quadri di superficie in disuso da lustri per movimentazione e deposito tra i binari per Torino, via Gorizia e via Trento e Trieste, in parcheggio auto a servizio del centro città e della poco distante stazione di piazza Roma. Il prezzo dell’affare, 760mila euro, comprende parziali bonifiche e interramenti di materiali potenzialmente pericolosi, demolizioni, rimozioni, predisposizioni che Fogliato ha detto essersi concluse (o quasi: basta sbirciare l’area per rendersene conto).
Inoltre la pianificazione del parcheggio, 350 stalli di capienza stimata, con i collegamenti alla viabilità, tutto a carico del venditore. I tecnici li paga Rfi ma procedono d’intesa con il Comune che investirebbe 3 milioni di euro. Quando? Ancora una volta, non si sa. Dalla minoranza di centrodestra, che già aveva dichiarato di non credere più alle reiterate promesse della maggioranza, Sergio Panero della lista Polo Civivo Bra Domani ha auspicato l’ex scalo merci si possa cominciare a usare provvisoriamente pur senza l’agognata firma. Vedremo. Nell’attesa servirà magari metter mano alla recinzione di confine con il marciapiedi sulla strada: oltre che indecorosa, appare logorata e a tratti fratturata.










