Nel 1958 il prof. Edoardo Mosca, professore di lettere e poi preside della scuola media di Bra con la passione per gli studi storici e archeologici con alcuni studenti universitari scavò l’area della Pedaggera e trovò il sepolcro di un merkator vinarius, un commerciante di vino di Pollenzo del I o II secolo dopo Cristo. Si trattava di Marco Lucrezio Cresto, liberto di Marco. In età imperiale i padroni affidavano ai liberti attività rischiose, come il commercio: il vino veniva trasportato via mare o via fiume nelle anfore, ma anche nelle botti su carri per attraversare le Alpi e arrivare nei villaggi dei “barbari” (tutto il lessico enologico delle lingue germaniche è latino: wine, Wein, cellar e Keller cantina da cella, cooper bottaio da cupa ecc.). Se il carico andava perso, ci rimetteva l’ex schiavo, in caso di successo una parte del guadagno toccava al vecchio padrone. Chrestós in greco significa letteralmente utile, buono. Svetonio lo confonde con Christós, unto, Cristo, quando racconta che l’imperatore Claudio espulse gli ebrei da Roma, perché creavano disordini, istigati da tale Cresto. Si trattava in realtà di scontri fra ebrei ellenizzati fedeli alla tradizione mosaica e seguaci della nuova fede. Il nome è dunque orientale. Dai monti e dalle colline del Medio oriente viene la coltivazione della vite.
La scoperta di Mosca suscitò l’invidia degli albesi, centro dell’enologia piemontese, che ottennero un calco del monumento per il loro museo. Può darsi che il clima di duemila anni fa favorisse la coltivazione della vite a quote più basse di quelle odierne, le quali oggi con il riscaldamento globale sono in risalita. Mercator è il commerciate all’ingrosso, in greco émporos, si contrappone all’oste o bottegaio, kápelos, latino caupo. Anche il vocabolario mercantile nelle lingue germaniche ha una base latina, come provano market e Markt. Kaufen e verkaufen in tedesco stanno per comprare e vendere, Kaufmann, grossista, si contrappone a Händler, venditore al minuto (da Hand, mano). In inglese la coppia è merchant (wholesaler) /retailer (in italiano vendita al “det-taglio”). Tagliare peraltro è un verbo ricavato dal nome greco thálea, pollone per l’innesto delle viti.
Innestare in greco si diceva emphytéuo, da cui il francese enter e il piemontese anté: i liguri che abitavano la provincia di Cuneo appresero la coltivazione della vite dai coloni greci di Nizza e Marsiglia. Innestare in tedesco si dice okulieren o kopulieren (in-oculare) o kopulieren, accoppiare (co-aptare, adattare), in inglese to graft, dal greco grápho, scrivere o incidere (sulle tavolette di cera o nella pietra). Ma forse il vino che i mercanti italici e i loro liberti greco-orientali portavano a nord era tagliato: l’aggettivo-avverbio che in inglese significa “a basso costo” è infatti cheap, sempre da caupo.










