Esuberi Abet, vertenza chiusa si sono dimessi 15 impiegati

Accordo fatto con i sindacati: a chi perde il posto incentivi e aiuti alla ricollocazione

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BRA – Da 23 si è scesi a 14, tutti impiegati che hanno lasciato il lavoro in Abet con la fine di gennaio. Si è chiusa così l’ultima vertenza sindacale nella più grande fabbrica del “polo del laminato” a Bra. Cgil, Cisl e Uil hanno convinto la dirigenza Abet, due stabilimenti nel quartiere Bescurone, a ridurre gli esuberi dichiarati lo scorso autunno in circa il 3% della forza lavoro del gruppo.

 

Il numero per cui si è arrivati infine all’accordo è stato di 15, ma una persona ha deciso di licenziarsi in anticipo. Tutti i colleghi già facenti parte delle varie direzioni, in diversi casi con un’anzianità di servizio anche ventennale e oltre, hanno sottoscritto l’adesione “volontaria”. Tra virgolette perché nessuno sua sponte l’avrebbe fatto. A moderare per quanto possibile l’amarezza e la preoccupazione per il futuro, l’offerta di incentivi economici all’uscita e la messa a disposizione, sempre a carico dell’azienda e per la durata di un anno, di una consulenza specializzata in aggiornamento professionale e ricollocazione nel mercato del lavoro. Il sipario è calato con la formalizzazione dell’intesa al Ministero. La trattativa con le parti sociali oltre ad aver ridotto complessivamente il numero dei dipendenti sacrificati, ha portato anche a una o due ricollocazioni interne ad Abet: passaggi dagli uffici alle linee di produzione.

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