Essere donna oggi

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Annalena Benini, direttrice editoriale Salone Internazionale del Libro di Torino

Un salone del libro targato donna, quello del 2024, presentato alla stampa la scorsa settimana. Lei, è Annalena Benini, giornalista e scrittrice, la nuova direttrice, che ha esordito con un «sarà un Salone pieno di vita, di movimento e di donne. Porto la mia personalità, le mie passioni». Un segnale o “profumo di donna” è nell’annuncio che Cime tempestose di Emily Brontë è il romanzo che verrà dato in lettura a seimila ragazzi. Pubblicato nel 1847, stroncato dalla critica, fece scandalo per i tratti del protagonista. Ma soprattutto il titolo della rassegna è emblematico, Vita immaginaria ripreso da un’opera di Natalia Ginzburg del 1974, ristampato per l’evento.

 

Che cos’è la vita immaginaria? solo fantasie di bambini, momenti di ozio e di straniamento dalla vita reale? No, è qualcosa di più profondo, un elogio della creatività, della potenza delle storie come luoghi immaginari, dell’inatteso e del meraviglioso in cui ci trascinano le opere che amiamo. I libri certo, ma anche «il cinema, l’arte, le parole scritte e le voci». Così Vita immaginaria evoca insieme l’amore per i libri e per i lettori, le due cose che danno senso al Salone, ha dichiarato Benini. Ma c’è un elzeviro della Ginzburg nel libro che si intitola La condizione femminile, in cui Natalia, prendendo le distanze dal movimento femminista, delinea la sua concezione di donna.

Le sue parole risuonano utili: «Se c’è una cosa sicura, è che non esiste fra uomini e donne una differenza qualitativa. Se questo nei secoli non è stato riconosciuto, è però oggi una verità lampante. La differenza fra uomo e donna è la stessa differenza che c’è fra il giorno e la notte: una visione giusta del mondo è il pensiero che li pensa diversi e indivisi, come sono fra loro diverse e indivise tutte le cose al centro della condizione umana. Nei nostri momenti migliori il nostro pensiero non è né di donna né di uomo. È tuttavia vero che su tutto quello che noi facciamo esiste un’impronta della nostra fisionomia singola, e se siamo delle donne, i segni femminili del nostro temperamento si stampano sulle nostre parole e azioni». Un vademecum importante per il Salone che è il simbolo della democrazia di un paese. Se ci sono libri, c’è dibattito, c’è pensiero e oggi abbiamo un bisogno impellente di uomini pensanti.

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