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Esami di Maturità, si ritorna al modello pre-pandemia

Si è tanto parlato del ritorno alla normalità a scuola e, per onestà intellettuale, dobbiamo dare atto al ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, che ha fatto di tutto affinché questo anno scolastico, ancora fortemente contaminato dalla pandemia, procedesse nel modo più tradizionale possibile. Specialmente nelle superiori, la Didattica a Distanza è stata tutto sommato circoscritta e quasi mai l’intera classe è stata posta in isolamento. Quindi, almeno dal punto di vista dell’offerta formativa, ci si è avvicinati di molto all’immagine che la scuola aveva prima dell’arrivo del Covid. Così è apparso del tutto normale, che a conclusione del percorso di normalizzazione, anche la maturità ritornasse ai suoi antichi splendori, abbandonando il colloquio di un’ora e ripristinando le prove scritte. In realtà questi due anni hanno lasciato una traccia che difficilmente sarà cancellata: le commissioni saranno formate da docenti interni, con la sola presenza di un presidente esterno a garantire l’imparzialità. Questo dovrebbe essere sufficiente per aiutare i ragazzi del quinto anno, che anno alle spalle almeno 18 mesi di scuola complicati. Il compromesso, tuttavia, non è piaciuto ai ragazzi. Tra i banchi gira già un comunicato ufficiale dell’Unione Degli Studenti su cui si legge: «Non si tiene conto delle difficoltà degli ultimi anni, un esame privo di senso - denunciano gli studenti nella nota -. Il Ministro continua a non convocarci per prendere le decisioni, per questo siamo disposti a mobilitarci finché questo non avverrà. Non riteniamo che il percorso degli studenti si possa valutare attraverso questa modalità di esame. Al contrario sosteniamo un approccio che garantisca al soggetto in formazione di apportare elementi di soggettività e pensiero critico al processo valutativo, valorizzando la multidisciplinarietà e il totale percorso di studi dello studente». A livello locale la Consulta provinciale degli Studenti è pronta ad organizzare manifestazioni di protesta. In questo momento è in corso un confronto tra i rappresentanti e probabilmente questa settimana se ne saprà di più.

Si è tanto parlato del ritorno alla normalità a scuola e, per onestà intellettuale, dobbiamo dare atto al ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, che ha fatto di tutto affinché questo anno scolastico, ancora fortemente contaminato dalla pandemia, procedesse nel modo più tradizionale possibile. Specialmente nelle superiori, la Didattica a Distanza è stata tutto sommato circoscritta e quasi mai l’intera classe è stata posta in isolamento. Quindi, almeno dal punto di vista dell’offerta formativa, ci si è avvicinati di molto all’immagine che la scuola aveva prima dell’arrivo del Covid. Così è apparso del tutto normale, che a conclusione del percorso di normalizzazione, anche la maturità ritornasse ai suoi antichi splendori, abbandonando il colloquio di un’ora e ripristinando le prove scritte. In realtà questi due anni hanno lasciato una traccia che difficilmente sarà cancellata: le commissioni saranno formate da docenti interni, con la sola presenza di un presidente esterno a garantire l’imparzialità. Questo dovrebbe essere sufficiente per aiutare i ragazzi del quinto anno, che anno alle spalle almeno 18 mesi di scuola complicati. Il compromesso, tuttavia, non è piaciuto ai ragazzi. Tra i banchi gira già un comunicato ufficiale dell’Unione Degli Studenti su cui si legge: «Non si tiene conto delle difficoltà degli ultimi anni, un esame privo di senso – denunciano gli studenti nella nota -. Il Ministro continua a non convocarci per prendere le decisioni, per questo siamo disposti a mobilitarci finché questo non avverrà. Non riteniamo che il percorso degli studenti si possa valutare attraverso questa modalità di esame. Al contrario sosteniamo un approccio che garantisca al soggetto in formazione di apportare elementi di soggettività e pensiero critico al processo valutativo, valorizzando la multidisciplinarietà e il totale percorso di studi dello studente». A livello locale la Consulta provinciale degli Studenti è pronta ad organizzare manifestazioni di protesta. In questo momento è in corso un confronto tra i rappresentanti e probabilmente questa settimana se ne saprà di più.

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