ALBACRONACA

Eroi in piscina, salvano un ragazzo: tragedia sventata grazie alla prontezza dei due studenti

Un 16enne recuperato in fondo alla vasca, interviene l’elisoccorso

Doveva essere un normale ultimo giorno di scuola, una festa per intenderci, per lasciarsi alle spalle un lungo anno di studio e pensare finalmente all’estate. Invece per due ragazzi poco più che adolescenti, quell’8 giugno rimarrà impresso a lungo, forse per sempre. Parliamo di due sedicenni Mario (il nome è di fantasia) e Alberto Arabia che hanno deciso, al suono della campanella di andare a fare il primo bagno della stagione nella piscina di Albamare. Mario non sa nuotare. Alberto, che vive a Vezza, invece ha passato sin da piccolo le sue vacanze nel mare profondo della Calabria, acquisendo grande dimestichezza con l’acqua. Eppure il primo si tuffa nella parte più profonda della piscina olimpionica, forse non rendendosi conto della profondità (3 metri almeno). L’altro invece è sul bordo a chiacchierare con l’amico David Adam, quando voltando lo sguardo verso la vasca vede qualcosa di strano. «Ho visto emergere delle bolle e l’acqua appariva di un colore strano – ci racconta Alberto -. Osservando meglio mi sono accorto che sul fondo della vasca c’era un corpo esanime. Mi sono messo ad urlare, ma poi, senza pensarci troppo su, mi sono buttato, ho preso per le braccia quel corpo e con grande fatica l’ho riportato in superficie. Lì c’era anche il mio amico David, che mi ha aiutato ad issare Mario sul bordo della vasca.

A quel punto sono intervenuti i bagnini che l’hanno messo in sicurezza. Non dimenticherò mai quei momenti – spiega – perché quel ragazzo, che conoscevo a malapena, perdeva sangue dalla bocca e dalle orecchie. Mi sono spaventato tantissimo e ho temuto che per lui fosse ormai tardi». Invece – e per fortuna – Mario è stato rianimato, ha iniziato a vomitare e seppure con molta difficoltà ha ricominciato a respirare. L’elisoccorso lo ha trasportato a Cuneo ed ora è fuori pericolo. Come detto le prime ore di vacanza resteranno impresse nella mente dei due giovanissimi. Al soccorritore, dopo il gesto coraggioso, è toccato anche l’onere di raccontare quanto successo ai Carabinieri, che stanno indagando per scoprire se ci siano responsabilità su quanto è accaduto. «Per me è stata una giornata lunghissima, ma la notte è stata ancora più complicata, perché nella mia mente sono riaffiorate le immagini di quel momento. Mi hanno detto che se avessi atteso ancora qualche secondo per Mario non ci sarebbe stato nulla da fare. Per me è stato un gesto istintivo, che rifarei mille volte».

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