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ENTI LOCALI – Avanzo di amministrazione: ma è proprio giusto vantarsene?

Ho notato che, dopo taluni giornalisti zelanti suonatori di grancassa a favore degli amministratori locali, anche alcuni candidati alle elezioni hanno preso a vantare il fatto che il Comune tal dei tali ha accumulato un avanzo di amministrazione di centinaia di migliaia, a volte persino di milioni di euro. Ma un Comune non è un’azienda e non deve fare attivo, come questo genere d’interpretazione sembrerebbe voler far passare l’avanzo di amministrazione. Se un Comune ha avanzato vuol dire che non ha speso, cioè non ha realizzato in tutto o in parte progetti e/o servizi messi in preventivo. Questo dovrebbe fare un Comune: realizzare progetti, opere pubbliche, dare servizi ai cittadini al giusto prezzo. Tanto incassa (dalle tasse oltre che dai trasferimenti degli Enti superiori, sempre soldi dei contribuenti) e tanto dovrebbe spendere, ovvero re-immettere nell’economia e nel sociale. Se a fine anno avanza, significa che non ha fatto fino in fondo o con la giusta misura quel che aveva promesso.

C’è nulla da vantare, dunque. Anche perché, nei successivi bilanci e per disposizioni statali, molto spesso di quegli abbondanti avanzi agli Enti locali viene concesso di utilizzare soltanto pochi spiccioli.

Lettera firmata

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