Energia dal Tanaro, in funzione la centrale

In passato l’acqua utilizzata per alimentare le centrali idroelettriche era chiamata “il carbone bianco”, per indicarne la provenienza dalle montagne. Oggi rappresenta il capitolo più importante e ricco di prospettive tra quelli che compongono il volume delle fonti energetiche rinnovabili.

In questa direzione, l’impegno di Egea, grazie alla collaborazione con la società Ardea e all’impegno diretto di Tanaro Power, ha consentito la realizzazione della prima  delle tre centrali idroelettriche previste lungo l’asta del Tanaro.

Il nuovo impianto, che si trova a breve distanza dal ponte di Pollenzo, è stato inaugurato sabato mattina, presenti l’amministratore delegato di Egea, Pierpaolo Carini, il presidente di Ardea Fabrizio Cassella,il presidente di Tanaro Power Enzo Demaria, l’assessore regionale alle Infrastrutture Francesco Balocco, il presidente di Confindustria Cuneo Franco Biraghi e i sindaci dei Comuni (Bra, La Morra, S. Vittoria e Verduno) che hanno avuto parte nel progetto. Il progetto di sviluppo delle potenzialità della produzione di energia idroelettrica sarà portato avanti da Tanaro Power con la realizzazione degli impianti di Alba (alla confluenza tra Tanaro e Cherasca) e Barbaresco.

«Con questo impianto – ha spiegato l’ingegner Carini nel suo intervento – Egea e Tanaro Power hanno voluto scrivere una nuova pagina del rapporto con il fiume e il territorio circostante. Dove saranno  messe a dimora piante d’alto fusto e messi in atto interventi di riqualificazione che porteranno alla creazione di parchi fluviali. Ci siamo avvicinati al fiume da amici e col fiume vogliamo scrivere nuove pagine di storia nel segno della razionalità e della passione indispensabile per raggiungere risultati importanti ». Dal punto di vista tecnico,la centrale è stata costruita in alveo, 8 metri sotto il livello del fiume, quindi con pochissimo impatto visivo, sfrutta un salto di livello di circa 6 metri e una portata d’acqua media di 25 metri cubi al secondo.

L’acqua mette in movimento due turbine da 2 megawatt, in grado di generare corrente elettrica con una tensione di 3mila volt. Questa viene convogliata a una centrale di trasformazione dove la tensione scende ai 220 volt che ne consentono l’immissione nella rete nazionale.

L’impianto, per la tipologia di costruzione, è in grado di affrontare in sicurezza anche piene di eccezionale portata, lavorando anche  con 80 metri cubi di acqua al secondo.

(B. M.)