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Emergenza idrica: Preoccupa la situazione degli alpeggi e della Valle Belbo

Con le piogge sempre assenti e le temperature “africane” che non accennano a diminuire, la situazione degli acquedotti sul territorio della provincia di Cuneo è in peggioramento. Il quadro della situazione degli acquedotti di tutto il Cuneese è stato tracciato durante il tavolo tecnico convocato dall’Ato4 Cuneese, l’ente che coordina il ciclo idrico. Ad Alba viene costantemente monitorata la portata del fiume Tanaro in funzione dell’approvvigionamento per il potabilizzatore della città, ma gli ultimi rilievi, fortunatamente, non hanno rilevato variazioni tale da richiedere l’adozione (almeno per ora) di provvedimenti restrittivi sull’utilizzo dell’acqua delle nostra case. Peggiore la situazione in valle Belbo, in particolare a Santo Stefano belbo, dove nei giorni scorsi si è registrata un’impennata nei consumi di acqua. A questo proposito, dal gestore sono state espresse preoccupazioni per l’eventuale inizio anticipato della vendemmia di Moscato nella zona, con aumenti dei consumi connessi alla maggior attività agricola. Altra situazione critica è quella rilevata nella zona di Farigliano, dove si stanno ultimando i lavori di collegamento ad una condotta a servizio di Carrù, dove sono i pozzi a garantire portate sufficienti ai bisogni della popolazione. In provincia, chi sta messo peggio per quanto riguarda la carenza di acqua è tuttavia la zona del saluzzese in corrispondenza dei comuni di Barge e Bagnolo. In molte frazione l’approvigionamento idrico per gli abitanti viene infatti garantito soltanto grazie all’utilizzo delle autobotti. Analogo provvedimento viene adottato per un crescente numero di alpeggi, soprattutto in Valle Varaita, dove ormai l’acqua manca completamente. I Comuni più grandi e popolati della Granda sono invece, di norma, alimentati con pozzi di profondità dove non si registrano diminuzioni. Il monitoraggio proseguirà anche nelle prossime settimane, per garantire pronti interventi in ogni emergenza.

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