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Elogio dell’Etimologia: Di “ceno” ce ne sono!

Ceno-tafio, cenò-bio, ceno-zoico, ecco tre composti di origine greca che sembrano avere in comune il prefisso, un aggettivo che qualifica il nome che segue o un secondo aggettivo. Invece il primo ceno- deriva da kenòs, vuoto. Dunque cenotafio è una tomba vuota, un monumento che simula una sepoltura che non c’è stata, il più delle volte perché il corpo del personaggio non è stato ritrovato. Il secondo ceno- deriva da koinòs, comune, cenobio significa vita in comune, una delle due vie seguite dal monachesimo tardoantico-medioevale, e si contrappone a eremo, deserto: gli eremiti, volgarizzati in romiti, conducevano vita solitaria, diversamente dai cenobiti, i cui monasteri fiorivano di lavoro collettivo e studio.

Ceno-zoico come tutta la serie di Pleistocene, Pliocene, Oligocene, Miocene ecc. ci riporta a ere o periodi geologici, più o meno vicini a noi nel tempo: kainós vuol infatti dire recente, nuovo. Come mai i tre vocaboli in italiano finiscono per sovrapporsi? Latinizzati, come si usava nella lingua scientifica dei secoli scorsi, koinós e kainós diventano coenus e caenus: i dittonghi nel latino volgare e tardo si riducono a vocale singola, non diversa dunque dalla e di cènus. Di kenós e kainós i linguisti non sono finora riusciti a ricostruire una parentela indoeuropea. Diverso è il caso di koinós. Esso deriva da kon-jos, dove kon è la preposizione che significa insieme, il nostro con per l’esattezza. In latino classico suona cum, ma nei composti si trasforma in co- con- com e conferisce non solo un valore di unione o partecipazione, ma anche di completamento dell’azione (con-ficere). Il greco sún, arcaico xún, è cosa un po’ diversa. Corrispondente come prefisso è invece il germanico ge-, come risulta dalla rotazione della consonante e dall’apofonia della vocale.

Ad es, in tedesco è indispensabile per formare il participio passato di molti verbi: machen, fare, ge-mach-t, fatto. E’ sparita invece la funzione preposizionale: “con” si dice mit, greco metá. L’equivalente inglese di gemacht made fa capire che oltre la Manica la radice ko è sparita non solo come congiunzione, ma anche come prefisso. O meglio in questa funzione si è talmente indebolita, da ridursi a una e muta come in a-like, simile (tedesco g-leich) e in e-nough (tedesco ge-nug, radice del verbo latino nanciscor, nac-tus sum) oppure a suono palatale, come in y-clep-t, chiamato. Naturalmente in latino cum preposizione non va confuso con cum congiunzione: il primo regge un nome, all’ablativo, il secondo un verbo, all’indicativo (valore temporale) o al congiuntivo (valore causale-narrativo, quello che rozzamente si rende in italiano con il gerundio semplice o composto). Qui la radice di partenza è k w o o quo che ci riporta a tut­ta la famiglia dei pronomi e nessi relativi.

Livio Berardo

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