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Ecco cosa potrebbe cambiare se Cosa cambia se il Piemonte diventa zona arancione

In Piemonte migliorano gli indicatori sul contagio da Coronavirus. Se il trend positivo fosse confermato, nei prossimi giorni la Regione potrebbe passare da zona rossa a zona arancione. Ecco cosa cambierebbe per quanto riguarda gli spostamenti personali, l’apertura di bar, ristoranti e negozi, i trasporti e le scuole.

Spostamenti durante il giorno senza autocertificazione

La novità fondamentale riguarda la possibilità di spostamento durante il giorno.

In zona rossa non si può uscire di casa se non per motivi di lavoro, salute, necessità, urgenza, istruzione, o per andare a fare una corsa o una passeggiata (quest’ultima attività in prossimità della propria abitazione), e serve l’autocertificazione; in zona arancione invece il movimento all’interno del proprio comune è libero tra le ore 5 e le 22, quando scatta invece il «coprifuoco». Durante le ore notturne, per uscire, anche in zona arancione serve l’autocertificazione.

Resta vietato uscire dal Comune

In zona arancione resta vietato spostarsi dal proprio Comune, salvo le esigenze elencate prima.

Resterebbe vietato uscire o entrare nelle due Regioni, salvo i motivi elencati in precedenza
Bar e ristoranti

Se Lombardia e Piemonte tornassero in zona arancione, resterebbero comunque chiusi bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, ad esclusione delle mense e del catering. Rimarrebbe possibile l’asporto e la consegna a domicilio.

Cosa cambia per i negozi

Con il ritorno in zona arancione, in Piemonte e Lombardia potrebbero riaprire gli altri negozi al dettaglio: in zona rossa è chiusa la gran parte degli esercizi commerciali, mentre in zona arancione possono riaprire.

Nei weekend e nelle giornate festive e prefestive resterebbero chiuse le medie e grandi strutture di vendita, ad eccezione delle farmacie, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole.
Il trasporto pubblico

La capienza massima, sui mezzi di trasporto pubblico, resterebbe del 50%.

Scuole

Tecnicamente, salvo diverse decisioni da parte dei governatori, con il ritorno in zona arancione, le seconde e le terze medie potrebbero tornare a scuola in presenza con la mascherina obbligatoria. Le superiori resterebbero a distanza.

 

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Redazione Corriere

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