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    E voi siete assicurati?

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    Vi ricordate “Bambole non c’è una lira”? Chi ha i capelli bianchi come me, certamente conserverà nella sua mente quello spettacolo televisivo in onda sul primo canale Rai, che reinterpretava l’avanspettacolo in tv attraverso le vicende comiche di una squattrinata compagnia teatrale. Tra gli attori protagonisti c’erano i giovanissimi Christian De Sica, Isabella Biagini, Loredana Bertè e Leopoldo Mastelloni.

    Per chi non se lo ricorda (o non lo può ricordare), non si deve preoccupare, perché sta andando in onda in questi giorni il remake, con la regia del ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, che senza troppi giri di parole ha comunicato: «Non ci sono più le risorse necessarie per far fronte a un’emergenza che è diventata pressoché quotidiana, la nuova strada che bisogna imboccare è quella delle assicurazioni». Lo Stato (che siamo noi) alza bandiera bianca e ci dice senza pudore di aggiustarci, perché siamo alla canna del gas. L’Italietta ha ormai le pezze al sedere e non ha più nemmeno il pudore per nasconderlo. Quello che fa più male e mi getta nello sconforto è la discrasia tra quelle che sono le dichiarazioni di facciata e la dura realtà quotidiana.

    È davvero difficile sentire i leader politici che parlano di un Paese in grande ripresa, di un’economia con un Pil sempre positivo, di posti di lavoro in aumento, ben sapendo che è tutto un set cinematografico, in cui la finzione di facciata nasconde la cruda realtà. Certo non è che in passato sia stato molto differente. Mi ha sempre fatto sorridere la mano tesa del Governo di turno, che veniva incontro alla vittime dei vari disastri proponendo il rinvio (mica l’azzeramento) del versamento delle tasse. Oggi, però, siamo passati allo step successivo: la chiusura dei rubinetti. Chi avrà sufficiente autonomia potrà sottoscrivere una bella polizza, gli altri si dovranno attaccare. D’altra parte è un po’ quello che succede in agricoltura: chi ha i soldi si paga l’assicurazione antigrandine, chi non li ha si affida alle preghiere, sperando che la distruzioni passi dal vicino. Mors tua…

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