Dopo la visita di Cirio e Gabusi, Monchiero ripartirà dal suo ponte

 Cirio: «Una ferita aperta, inaccettabile, per imprese e famiglie. Per fine anno le risorse per la ricostruzione». Gabusi: «Fondamentale far arrivare le risorse alle Province per la gestione dei ponti da mettere in sicurezza o da ricostruire».

Monchiero attendeva da quasi 10 anni questo momento. Il ponte crollato nel 2010 alle porte della cittadina cuneese sarà ricostruito grazie al lavoro portato avanti dalla Regione Piemonte per inserirlo nell’elenco delle opere finanziate dal decreto ministeriale per la messa in sicurezza e per la ricostruzione dei ponti dell’intero bacino del Po.

L’annuncio è stato dato oggi dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e dall’assessore ai Trasporti e alle Opere Pubbliche Marco Gabusi nel corso della visita a Monchiero, dove il sindaco Riccardo Ghigo, gli assessori comunali Filippo Costa e Mauro Bernocco, il sindaco di Lequio Tanaro Raffaele Dalmazzo e il presidente della Provincia di Cuneo Federico Borgna hanno accolto la delegazione regionale.

«Siamo venuti sul posto, come di nostra abitudine, per toccare con mano una situazione bloccata da troppi anni – ha sottolineato il presidente della Regione Alberto Cirio –. L’impegno mio e della Regione Piemonte è di ricostruire questo ponte entro questo mandato. Non è accettabile rimanere 10 anni con una ferita aperta come quella del ponte di Monchiero, che costringe le famiglie a subire disagi quotidiani e le imprese a fare strade alternative aumentando i chilometri di percorrenza e congestionando il centro del paese. Non lo possiamo accettare perché il Piemonte versa a Roma dieci miliardi in più di quello che riceve ogni anno e gli enti locali devono poter ricevere rapidamente i fondi per realizzare le opere più urgenti».

«Occorrono quattro milioni per ricostruire il ponte di Monchiero. Abbiamo individuato le risorse necessarie all’interno di un decreto ministeriale, di cui attendiamo la firma, per il finanziamento di 250 milioni di euro in cinque anni per la messa in sicurezza o la ricostruzione dei ponti del bacino del Po – spiega l’assessore Gabusi -.  Nelle diverse missioni a Roma abbiamo lavorato affinché le risorse venissero destinate agli enti locali, ovvero alle Province, e non all’Anas, come nella prima bozza del decreto, che ha già fondi propri e che con soli due ponti avrebbe assorbito metà del budget previsto per tutte le strutture. La fase progettuale di Monchiero è avanzata, per cui, una volta firmato il decreto e approvato dalla Conferenza unificata, potremo procedere speditamente grazie alla capacità operativa della Provincia di riferimento».

Il ponte sul fiume Tanaro lungo la strada provinciale tra Monchiero e Lequio Tanaro è crollato il 27 giugno 2010 a seguito di un evento alluvionale, fortunatamente senza vittime. A seguito del crollo Monchiero non ha più avuto un collegamento diretto alla strada provinciale 12 ‘Fondovalle Tanaro’. Negli anni, per mancanza di risorse sufficienti a garantire tutte le necessità di intervento sul territorio, il nuovo ponte ha avuto sviluppi progettuali di massima ma non ha avuto la copertura finanziaria per attivare la progettazione e realizzazione.

La Regione Piemonte intende utilizzare i fondi previsti dalla legge 30 dicembre 2018 n. 145 (legge di bilancio 2019) comma 891 “per la messa in sicurezza dei ponti esistenti e la realizzazione di nuovi ponti in sostituzione di quelli esistenti con problemi strutturali di sicurezza nel bacino del Po”, di cui si attende il relativo Decreto interministeriale.

 

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