Dopo il vino l’olio: e quest’anno è di alta qualità

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Raccolto abbondante e ottimo. E' il bilancio di quest'anno dagli oliveti di Castiglione Tinella

A Castiglione Tinella dopo una vendemmia di uve Moscato piuttosto generosa di grappoli, anche l’altro raccolto – quello delle olive – ha registrato grandi numeri: le numerose piante di ogni varietà distribuite sul territorio comunale, quest’anno mostravano rami pendenti dal peso dei tanti frutti che l’annata ha regalato. Il Gruppo Olivicoltori Castiglionesi ha raggiunto i frantoi liguri con 37 quintali di olive dalle quali si sono ottenuti oltre 453 chili di olio, corrispondenti a 500 litri, con una resa intorno al 13%.

Negli assolati e caldi giorni di fine ottobre si è compiuta così l’annuale “seconda vendemmia”, che ormai da diversi anni si accosta a quella delle uve: il gruppo è oggi formato da 44 conferitori che fanno capo come sempre alla famiglia Contino, iniziatrice di questa bella avventura che non ha caratteri commerciali e unisce le persone in nome della passione per questa coltivazione con radici antiche da queste parti.

Naturalmente non va dimenticato l’ottimo olio che si produce e che viene consumato sulle tavole castiglionesi: un extravergine speciale e unico che deriva da ben 18 varietà diverse di olive, dalla nota piccola taggiasca alla grossa ascolana passando per il leccino, la pianta più diffusa per l’alta resistenza ai nostri inverni. Quest’anno il prodotto ha registrato un grado di acidità di 0.27 che lo colloca tra gli oli di altissima qualità e anche di lunga conservazione: un risultato dovuto certamente al terreno e al clima delle colline castiglionesi ma anche alla cura con cui si coltivano le piante e si raccolgono i frutti (assolutamente a mano).

Per celebrare l’ottima annata è stata creata un’etichetta che ognuno apporrà sulle proprie bottiglie, mentre si sta pensando alla meta della tradizionale gita di gruppo, scelta come sempre tra i luoghi dove l’olivo è protagonista.