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Dopo Asti il nostro ex Tribunale traslocherà ad Alessandria?

Ancora cambi in vista per la geografia della giustizia. Si discute sui criteri di valutazione

Esiste la possibilità, ed è piuttosto concreta, che l’ex tribunale di Alba prosegue il suo cammino verso oriente. Dopo il trasferimento ad Asti, infatti, la politica nazionale ventila la possibilità che – seguendo i caselli della Torino-Piacenza – la prossima fermata potrebbe essere Alessandria, la città della paglia che resistette a Federico Barbarossa e diede i natali a Umberto Eco. In questi giorni, infatti, si parla nuovamente di razionalizzazione della geografia giudiziaria da realizzare attraverso ulteriori accorpamenti delle sedi giudiziarie. Il 30 maggio scorso, infatti, la Commissione Giustizia della Camera ha discusso la proposta di legge presentata dalla deputata M5S Elisa Scutellà in materia di revisione della geografia giudiziaria. Il collega Alfredo Bazoli (PD) si è dichiarato favorevole, ma solo nella prospettiva di ridurre ulteriormente il numero delle sedi giudiziarie.

Essendo l’avvocato Bazoli nativo di Brescia speriamo che il viaggio del nostro ex tribunale non debba proseguire lungo la A21 sino al casello della “Leonessa d’Italia”. Se la proposta di legge presentata da Elisa Scutellà nel dicembre 2020 si compone di un solo articolo e contiene la delega al Governo (da esercitare entro sei mesi dall’approvazione del testo) per l’emanazione di nuovi decreti legislativi destinati a “rielaborare” la revisione del 2012 secondo il criterio della specificità territoriale del bacino d’utenza, della geomorfologia del territorio, la rete delle infrastrutture di collegamento, la distanza e il tempo di percorrenza che separano la sede accorpata da quella accorpante. Nei criteri di valutazione entrano anche elementi come la densità abitativa (possibilmente alta) e la presenza nel circondario di istituti di pena di massima sicurezza. La prospettiva di un nuovo giro di vite ha messo in allarme gli avvocati che hanno espresso “forte preoccupazione” attraverso un comunicato hanno sottolineato come: «L’idea di risolvere gli annosi problemi della Giustizia in Italia sforbiciando ulteriormente il numero delle Corti d’Appello e dei Tribunali banalizzandone l’importanza sociale e amministrativa, è sintomo di scarsa conoscenza e attenzione per le reali esigenze del sistema giudiziario». Interpellato in merito, l’avvocato albese Roberto Ponzio ha dichiarato che: «Siamo al paradosso. Ad aprile, la Commissione Giustizia del Senato, in sede di discussione del disegno di legge 2139 proposto dalla senatrice M5S Felicia Gaudiano, pareva orientata al recupero di qualcuno dei Tribunali soppressi nel 2012.

Ora la Commissione Giustizia della Camera ipotizza addirittura nuovi tagli secondo una logica diametralmente opposta. Oltre a ciò sarà bene verificare se l’esternazione dell’onorevole Alfredo Bazoli, avvocato che mi pare frequentare poco le aule di Giustizia, sia un’opinione personale oppure la determinazione del Partito Democratico. Presso le sedi accorpanti, in generale, l’amministrazione della Giustizia è peggiorata, ma pare che questo fatto non sia noto al collega bresciano. Lo dimostra il caso di Alba che rientrava tra i tribunali virtuosi e consentiva ai cittadini risposte molto più rapide di quelle attuali».

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