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Diminuiscono le offerte in chiesa. Bilanci in rosso per le parrocchie

La crisi, che ha ridimensionato le spese e gli investimenti di un numero crescente di famiglie, ha colpito anche un settore raramente considerato: quello delle offerte della questua di fine messa. Un problema tutt’altro che secondario, se si considera che i bilanci delle parrocchie fanno un grande affidamento sulla generosità dei fedeli, non solo per il mantenimento e il buon funzionamento della parrocchia stessa, ma anche per tutti gli interventi a favore dell’intera comunità. Alcune parrocchie dei centri abitati più piccoli hanno lanciato un vero e proprio allarme. In qualche caso, le oblazioni sono calate di quasi il 50% rispetto all’anno precedente, mandando “in rosso” il bilancio parrocchiale. «Negli ultimi anni abbiamo registrato un calo oggettivo delle donazioni – sottolinea don Claudio Carena, della parrocchia albese di Cristo Re – una situazione imputabile, tuttavia, a diversi fattori. La crisi economica innanzitutto, ma non solo. Ogni anno, nella nostra comunità di anziani vengono a mancare diverse persone. Persone che hanno sempre vissuto e sentito la parrocchia e che, in molti casi, potevano contare su disponibilità economiche superiori rispetto ai giovani. Credo che questo sia un fattore che ha inciso molto negli ultimi anni. Senza contare che è il numero stesso dei fedeli ad essere in calo: ogni anno si allarga sempre di più la forbice tra il numero dei battesimi e quello dei funerali. E tutto questo, inevitabilmente, si riflette anche sull’aspetto economico. La nostra, tuttavia, è sempre stata una comunità molto disponibile e generosa. Quando abbiamo lanciato appelli per sostenere famiglie in difficoltà, o per realizzare lavori straordinari, come la ristrutturazione della chiesa, o la collocazione dei nuovi confessionali, la risposta dei fedeli è sempre stata puntuale». Per don Lino Mela, delle parrocchie della Moretta, di Santa Margherita e di San Rocco Cherasca: «La riduzione delle offerte non riguarda tanto le chiese cittadine, quanto piuttosto le comunità dei piccoli paesi, che purtroppo si vanno sempre più spopolando». In altri casi, il problema del bilancio in “rosso” di alcune parrocchie non è legato tanto ad una riduzione delle offerte, quanto piuttosto agli aumenti delle spese. E’ il caso della parrocchia del Duomo, che nell’ultimo bollettino ha denunciato la difficile situazione in cui versano le casse parrocchiali. Un intervento concluso con un appello “ai parrocchiani e a tutte le persone di buona volontà, perchè gli aiuti e le offerte sono la linfa delle numerose attività proposte”. «Vuole qualche dato? – Esordisce il parroco della Cattedrale e delle parrocchie di frazione Como e San Rocco Seno d’Elvio, don Dino Negro – Lo scorso anno le spese di riscaldamento in Duomo sono state di 42mila euro, quest’anno siamo arrivati a 55mila, e così per la luce e per tutte le altre spese. Senza contare i costi delle attività che vengono portate avanti per la comunità». E le attività della parrocchia del centro storico sono davvero tante. Soprattutto per quanto riguarda l’aiuto fornito a tantissime famiglie in difficoltà, che all’ombra della cattedrale trovano sempre una mano tesa, per pagare una bolletta o per fare la spesa. Quindi possiamo dire che nel centro storico gli albesi sono particolarmente generosi? «Generosi è una parola grossa – sorride don Dino – ma sicuramente non ci fanno mai mancare il loro aiuto. E poi ci sono i turisti. In una chiesa come il Duomo le presenze sono sempre tante, e anche questo contribuisce…». Favorire il ricambio generazionale dei fedeli è, quindi, sicuramente la miglior prospettiva per una parrocchia, anche in chiave economica. In altre parole: compensare le offerte più basse aumentando il numero dei fedeli. «Questo è il nostro obiettivo – spiega don Domenico Degiorgis, della parrocchia di San Cassiano -. E in questo, noi siamo sicuramente favoriti dal fatto di essere una parrocchia giovane e meno tradizionalista, in un quartiere che si è sempre dimostrato molto attivo. Ai fedeli chiediamo di partecipare a tutte le nostre attività, anche attraverso le offerte, indispensabili per portare avanti i progetti che seguiamo in favore della comunità. In questo contesto, ho sempre ritenuto importante la trasparenza. Siamo molto attenti nelle spese. Ad esempio teniamo il riscaldamento il più possibile basso. O ancora, evitiamo di addobbare la chiesa con grandi mazzi di fiori, molto belli ma dalla vita breve. I fedeli devono vedere che i soldi delle loro offerte sono destinati ad opere concrete, che vanno a beneficio dell’intero quartiere».

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