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    DI.BIO: è realtà il marchio del Distretto del Cibo Monregalese-Cebano

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    È realtà Di.Bio, il nuovo marchio per la valorizzazione del territorio monregalese-cebano e delle sue produzioni biologiche di eccellenza. È quanto riferisce la Coldiretti Cuneo, socia del Distretto del Cibo Monregalese-Cebano ad indirizzo biologico che ieri l’ha svelato e raccontato a Sale San Giovanni, nell’ambito della XXIV Fiera regionale “Non solo Erbe”.

    “Il marchio Di.Bio contiene nel nome le iniziali di due termini, Distretto e Biologico, racchiudendo in poche lettere tutta l’essenza del nostro Distretto del Cibo, il primo ad indirizzo biologico in Piemonte, come richiama anche l’utilizzo grafico della foglia a simboleggiare l’attenzione alla natura e alla sostenibilità ambientale” ha spiegato Renato Suria, Presidente del Distretto, durante la presentazione di ieri alla presenza delle Autorità locali e del Presidente della Provincia, Luca Robaldo.

    “Stiamo lavorando – ha detto Suria – per espandere tecniche produttive a basso impatto ambientale e valorizzare tradizioni, biodiversità e paesaggi che i nostri produttori si impegnano ogni giorno a curare e presidiare. Grazie al nuovo marchio Di.Bio sull’etichetta dei prodotti, potremo certificare questo impegno e rafforzare ulteriormente l’identità bio delle nostre terre”.

    Il Distretto del Cibo Monregalese-Cebano ad indirizzo biologico conta oggi 120 soci tra imprese, Amministrazioni Pubbliche, realtà culturali e formative operanti su un territorio di 65 Comuni.

    Sono 46.500 gli ettari coltivati in quest’area, con una significativa rappresentanza di produzioni biologiche e biodinamiche. Tra le eccellenze agroalimentari del comprensorio monregalese e cebano figurano produzioni a denominazione d’origine come Murazzano DOP, Raschera DOP, Nocciola Piemonte IGP, Castagna Cuneo IGP, carne bovina di Razza Piemontese, vini DOC e DOCG, ma anche piante officinali, cereali antichi, pecora delle Langhe, miele e un gran numero di PAT e prodotti De.Co, dalla castagna Garessina a quella di Lisio, dal rubatà monregalese alle paste di meliga, solo per citarne alcuni.

    “L’auspicio è che le aziende biologiche e biodinamiche associate al Distretto scelgano presto di marchiare le loro produzioni con il marchio Di.Bio, perché solo dal coinvolgimento e dalla sinergia di tutti gli attori potranno derivare vantaggi in termini di crescita e competitività per le filiere agroalimentari del territorio” sostiene Franco Parola, Responsabile Servizio Ambiente di Coldiretti Cuneo, che nel corso dell’evento di ieri ha illustrato le modalità di utilizzo del marchio.

    “È positivo che si sviluppino progetti e marchi che riconoscono il ruolo cruciale di custodi dell’ambiente svolto dagli agricoltori e allevatori, e valorizzano le produzioni agroalimentari di pregio dei nostri territori, contro l’affermarsi di modelli di consumo omologanti che minacciano il Made in Italy” commenta Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo.

    Redazione Corriere
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