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Dalle montagne alle città, dal lago alla campagna: in Piemonte ampia scelta per i momenti di relax delle feste 

La stretta alle frontiere riguarda 6 milioni di viaggiatori stranieri che nell’ultimo anno prima della pandemia sono arrivati in Italia in prossimità delle feste di Natale e Capodanno. E’ quanto emerge da una stima della Coldiretti sulla base dei dati di Bankitalia a dicembre dopo l’annuncio dell’ordinanza del Ministro delle Salute Roberto Speranza sull’obbligo di quarantena ai non vaccinati e tampone obbligatorio per chi è immunizzato per poter entrare in Italia.

Una misura che riguarda anche gli italiani al rientro nel Belpaese e che scoraggia ulteriormente le vacanze all’estero dei circa 800mila connazionali che le avevano programmate quest’anno per Natale e Capodanno, comunque il 58% in meno rispetto a prima della pandemia. La diffusione della variante Omicron spinge a dire addio alle grandi capitali europee e alle destinazioni più lontane ma provoca anche una diffusa incertezza che  sta facendo posticipare prenotazioni e programmi.

“Il risultato è che un numero crescente di italiani sta pensando di rimanere in patria magari organizzando una vacanza di prossimità. Se la montagna resta la meta privilegiata, a crescere sono le ferie a km zero soprattutto nei piccoli borghi che consentono di coniugare la voglia di tranquillità con la possibilità di godere di spazi di libertà più ampi lontano dalle città o dai luoghi turistici più affollati. Il Piemonte è la regione che ha il maggior numero di piccoli comuni: ne conta 1.046, cioè il 18,99% del totale nazionale – spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. Vista la situazione, quindi, i nostri circa 300 agriturismi diffusi in tutta la regione rappresentano il luogo ideale per un sosta di relax dove, in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto, è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche. L’interesse dei turisti per i piccoli centri è importante anche per la ricerca del buon cibo con il 16% dei vacanzieri che intende partecipare ad eventi gastronomici che aiutano a salvare una parte consistente del nostro patrimonio agroalimentare”.

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