Dalla salsiccia ai novel food: Bra adesso porta in tavola i grilli

Dalla fassona agli ortotteri il passo è breve. La patria della salsiccia di vitello e di Slow Food si candida a pioniere dei novel food, i cibi del futuro. Un futuro imminente siccome dal 1° gennaio anche in Italia entrerà in vigore il regolamento europeo che consente di mettere in tavola gli insetti. Si aprono nuove opportunità di allevamento e commercio di derivati, verso le quali da alcuni mesi lavorano due giovani di Bra e La Morra che hanno avviato la loro impresa sotto la Zizzola. L’IMPRESA La ditta si chiama “DL Novel Food” dalle iniziali di Davide Storino e Luca Costamagna. Entrambi 27enni e periti tecnici ai Salesiani, hanno deciso di puntare sui grilli. Dl è stata ammessa al Mip, il percorso “Mettersi in proprio” della Regione che sostiene le start up innovative. E’ l’unica nel suo genere in Piemonte, una delle prime in Italia. Storino e Costamagna stanno mettendo a punto l’attività. In un capannone hanno allestito la farm, l’allevamento vero e proprio, e il laboratorio di trasformazione. «Vogliamo fare business – raccontano al “Corriere” –, non siamo particolarmente appassionati di entomologia». Lo stanno, però, diventando studiando il metodo più efficace an­che economicamente per portare nel giro di un mese e mezzo gli animaletti dall’uovo alla maturità per il macello. Il primo prodotto sarà farina di grilli: «Pensiamo possa trovare buono sbocco sul mercato, sappiamo di interessamenti anche da parte di colossi come Balocco e Barilla». BACHI E RAGNI La Coldiretti di recente a Cernobbio ha presentato con successo proprio prodotti da forno e pasta all’uovo da grilli macinati. «Ne servono circa 22mila per ottenere un chilo di farina» – contabilizza Storino. «Vanno curati seguendone il ciclo biologico con la giusta temperatura ambiente» – prosegue Costamagna. Di più, circa il metodo operativo che sarà brevettato, gli allevatori non dicono. Nei piani di questi intraprendenti ragazzi ci sono altri insetti. Coldiretti ha portato alla forchetta dei suoi ospiti al Forum Internazionale dell’Alimentazione anche bachi, ragni, cavallette… A spingere per questa conversione delle nostre diete è la Fao, l’organizzazione delle Nazioni Unite. Poveri di grassi e ricchi di omega 3, gli insetti offrono proteine a buon mercato e il loro sfruttamento è ecologicamente sostenibile a quasi tutte le latitudini. La carne, invece, non costa soltanto al bancone del macellaio: per ricavarne un chilo di bovina servono 12mila litri d’acqua. Non sarà la saotisa ma chi ha assaggiato i grilli fritti, conditi con curry, cocco, piccanti o alla salsa barbecue, dice che sono perfetti per un aperitivo. Quando ce li ritroveremo serviti in consolle nei bar di Bra? Roberto Zorgnotto

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