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Dal Piemonte all’Argentina, la storia dei nostri emigranti

Sarà presentato martedì 21 dicembre al Teatro Sociale di Alba dalla Fondazione Radici

Un viaggio al di là dell’oceano, alla scoperta delle comunità piemontesi che vivono in Argentina, dove ancora si tramandano, di padre in figlio, le radici della nostra regione. Storie raccontate nel docufilm realizzato dal gruppo musicale “Cricca dij Mes-cià”, che sarà presentato dalla Fondazione Radici martedì 21 dicembre, alle 21, nel Teatro Sociale di Alba, con ingresso gratuito. Un’ opera girata nel 2019, rimasta in un cassetto a causa dell’emergenza pandemica. In quest’occasione, la Fondazione Radici, che si occupa della tutela e della salvaguardia della memoria di Langhe, Monferrato e Roero, si presenterà per la prima volta al pubblico dopo la presentazione virtuale del 30 dicembre 2020, vista da oltre 150 mila persone.

Migranti di successo Il docufilm celebra il sentimento indissolubile che ancora lega i discendenti dei migranti piemontesi in Argentina alla nostra Regione. Durante la serata sarà dato il via a una raccolta fondi per sostenere il prossimo viaggio della Cricca dij Mes-Cià (e il prossimo docufilm) in altre località a forte immigrazione piemontese in Argentina. Come ha spiegato il presidente della Fondazione Radici, Claudio Rosso: «Quello della migrazione piemontese verso l’Argentina, e più in generale verso il nord Europa e le Americhe, è un fenomeno che ha portato lontano dalla nostra regione, senza mai tagliare il cordone ombelicale, oltre 2,5 milioni di corregionali.

Saputo che il gruppo roerino “La Cricca dij Mes-cià” aveva realizzato delle riprese durante il viaggio compiuto nel paese sudamericano e che intendeva realizzare un docufilm dal titolo “Rèis-Raìz”, abbiamo proposto ai ragazzi di lavorare insieme perché questo importante documento venisse presentato con la dovuta attenzione e potesse entrare a far parte del grande archivio digitale della memoria della Fondazione Radici. Il docufilm costituisce uno spaccato di vita dal grande valore culturale e storico che immortala le comunità piemontesi in Argentina nei mesi che hanno preceduto lo scoppio della pandemia e sarà interessante, a distanza di due anni, capire cosa sia cambiato, con la certezza che il legame tra le comunità piemontesi d’Argentina e la nostra regione sia rimasto più saldo che mai. Nei 50 minuti del docufilm, intensi, commoventi, ricchi di speranza, traspare tutto l’amore che i nostri corregionali d’Argentina nutrono per il Piemonte e ci fanno capire quanto sia importante mantenere ben salde le proprie radici per poter spiccare il volo».

Tante attività – Nel corso della serata sarà fatto il punto sull’attività della Fondazione Radici, che nonostante sia nata in un periodo difficile il 12 febbraio 2020, ha saputo mettere le basi per creare il grande archivio digitale della memoria. «Il nostro obiettivo – ha proseguito Rosso – è andare a creare un portale, accessibile a tutti e in modo particolare a chi vorrà approfondire lo studio del nostro territorio. Un portale in cui andare a convogliare il materiale inedito raccolto dalla Fondazione, fatto di decine di interviste, ma anche le pubblicazioni che sono state realizzate nel corso degli anni da storici, giornalisti e antropologi del territorio, in modo che queste non vadano perdute. Dopo aver raccolto materiale in Langhe e Roero, il 2021 ha visto la Fondazione Radici realizzare una quindicina di interviste ad altrettanti personaggi del Monferrato con una troupe formata dal giornalista e direttore della Fondazione Marcello Pasquero, dal fotografo Bruno Murialdo, dall’operatore Daniele Ferrero, con l’aiuto di un grande conoscitore del nostro territorio, Beppe Orsini. Nel 2021 è stato presentato il docufilm ufficiale di Alba Capitale della cultura d’impresa “Un passo alla volta” coprodotto da Radici e Confindustria Cuneo e sarà ultimato a febbraio 2022 il film “La Banda degli Asini”».

Il programma  – Il programma della serata è stato illustrato dal direttore della Fondazione Radici, Marcello Pasquero: «Si partirà con l’introduzione dello storico Giancarlo Libert, che da oltre 30 anni studia i fenomeni migratori dei piemontesi. Libert si concentrerà sull’emigrazione da Langhe e Roero verso il paese sudamericano, snocciolando numeri e raccontando aneddoti. In seguito, si farà il punto sulle attività della Fondazione si premierà la “Cricca dij Mes-cià” per il lavoro svolto. Durante le serate sarà attiva una raccolta fondi per finanziare un secondo viaggio in Argentina con la realizzazione di un nuovo docufilm. Spazio poi alla musica con l’esecuzione di tre brani, tra cui un inedito della “Cricca dij Mes-cià” prima della proiezione del docufilm». Sarà presente il presidente Alberto Cirio, che ha sottolineato: «I piemontesi hanno fatto l’Italia e poi l’hanno promossa in ogni parte del pianeta. Persone serie, lavoratrici e tenaci, ma che sanno amare la loro terra. Piemontesi che, pur avendo dovuto lasciare il loro Piemonte e le loro colline, mantengono un legame fortissimo con le tradizioni. Un valore che nessun chilometro potrà mai cancellare».

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