Dal CuneeseEconomia & Lavoro

Dal 1° ottobre prendono servizio 12 nuovi cantonieri della Provincia

Nei giorni scorsi hanno incontrato i dirigenti dell’ente. Saranno distribuiti tra i quattro Reparti Viabilità

CUNEO –  Dal 1° ottobre prendono servizio in Provincia 12 nuovi cantonieri che saranno impiegati sui quattro Reparti Viabilità (Cuneo, Alba, Saluzzo e Mondovì) in cui è suddiviso il territorio della Granda. I neo assunti hanno incontrato nei giorni scorsi il segretario generale dell’ente Giorgio Musso, il capo area Fabrizio Freni, il dirigente del Settore Viabilità Danilo Bruna, oltre ai funzionari dell’ufficio Personale.

I nuovi dipendenti  vanno ad aggiungersi ai precedenti 7 che hanno preso servzio il 1° gennaio e gli ulteriori 9 impiegati dal 1° luglio, tutti assunti tramite concorso pubblico bandito in collaborazione con il Comune di Cuneo.  In totale 28 neoassunti nel 2021, un anno record per la Provincia di Cuneo abituata da oltre un decennio a vedere quasi soltanto pensionamenti. Il saldo resta però ancora fortemente negativo. Negli ultimi quattro anni sono andati in pensione 88 lavoratori, circa la metà erano cantonieri. Il blocco delle assunzioni e il conseguente mancato turn over, la riforma Delrio che ha portato al trasferimento di alcune deleghe alla Regione con il relativo personale addetto, le mobilità tra enti, hanno causato un crollo numerico del personale dipendente della Provincia che è passato da 644 dipendenti prima dell’entrata in vigore della riforma (2014) agli attuali 298.

“Con queste nuove assunzioni – dice il presidente della Provincia – arrivano energie fresche che ci permetteranno di implementare alcuni servizi ai cittadini, anche se siamo ancona molto al di sotto delle necessità. La riapertura delle assunzioni è, però, un segnale importante perchè dimostra che anche a livello centrale si sono resi conto che fare a meno delle Province è stato un errore. Ora lo Stato trovi il coraggio di superare una situazione rimasta precaria che vede le Province ancora in mezzo al guado per la mancanza della modifica costituzionale mai avvenuta”.

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