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Dadone-Martinetti: “Cuneo-Asti, basta speculazioni, la questione ora è tecnica”

La confusione che si sta creando intorno a possibili ritardi sul completamento della autostrada Asti Cuneo ci impone di intervenire per fare un po’ di chiarezza.
Aver sbloccato l’opera dopo anni di ritardi è dovuto all’intervento decisivo del primo Governo Conte e dell’allora Ministro alle Infrastrutture Toninelli. Nell’ambito della realizzazione dell’opera il Concessionario è tenuto a produrre una Valutazione di Impatto Ambientale agli organi competenti, come previsto dalle normative UE. Il documento presentato riguardante il lotto 6 Roddi-diga Enel è apparso ai riceventi molto lacunoso e ha prodotto un dettagliato documento di richieste di integrazioni.
Per onestà intellettuale non si può negare la legittimità delle richieste prodotte, che sono indubbiamente motivate e vanno dalla mancata integrazione delle prescrizioni della Regione Piemonte del 2021 ad ambiti fondamentali quali aspetti progettuali, ambientali e relativi alla biodiversità, inquinamento acustico, vincoli paesagistici e archeologici , suolo e acque, salute umana, riutilizzo dei materiali di scavo. Tutti temi di interesse fondamentale sia per il territorio che per i cittadini.
 Nei molti interventi su vari media negli ultimi giorni si è ventilata una ennesima mancanza della politica. Nulla di più falso, dato che qui il problema è meramente tecnico e di rispetto delle leggi vigenti nella comunità europea. Il Concessionario ha presentato un documento non sufficientemente dettagliato e ora chiede formalmente una sospensione di ben quattro mesi per adempiere ad obblighi contrattuali, ammettendo peraltro a mezzo stampa che può regolarizzare la propria posizione in 30-45 giorni senza grandi problemi. Inoltre quasi nessuno ha sottolineato come manchi ancora il documento di Valutazione di Impatto Ambientale del lotto successivo Pollenzo-Cherasco, che potrebbe presentare potenzialmente analoghi problemi.
Almeno i giornalisti locali infatti dovrebbero sapere che questo ultimo lotto dal punto di vista ambientale corre non distante dell’alveo del fiume Tanaro, importantissimo per il territorio, e dal punto di vista paesaggistico sui confini della città romana di Pollenzo, e sulla piana sotto Cherasco. Queste considerazioni avrebbero dovuto essere tenete presenti nella stesura degli studi di fattibilità già decenni fa ed è inaccettabile che possano potenzialmente emergere solo ora, anche in considerazioni dei feroci dibattiti a tutti i livelli degli ultimi 20 anni.
La tentazione di mescolare decisioni politiche, aspetti tecnici e applicazione degli obblighi i normativi per fomentare polemiche non ci pare costituisca un esempio di buona informazione.
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