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    Da Serralunga: Il messaggio di Zelensky non è compatibile con il Festival

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    Anche il sindaco di Serralunga D’Alba, Sergio Moscone, è intervenuto nella disputa legata alla partecipazione di Volodymyr Zelensky al Festival di Sanremo. “Questa è la petizione firmata da illustri personaggi che contestano la spettacolarizzazione e militarizzazione del Festival di Sanremo. La musica non deve avere nulla a che fare con la propaganda bellica”, Così si presenta la petizione cui ha aderito il primo cittadino langarolo. La questione alimenta il dibattito in maniera trasversale, fra chi ritiene comunque opportuna la presenza al festival di Zelensky e chi pensa esattamente al contrario. Fra questi ultimi c’è anche il sindaco Moscone, che è professore di Geografia all’Università di Genova. Gli abbiamo chiesto di spiegare i motivi della sua scelta: «La guerra non è uno spettacolo, Così si usa la musica popolare per far passare indebitamente un messaggio bellico che nulla ha a che fare con uno spettacolo molto seguito. Questa è la ragione di opportunità che mi ha spinto ad aderire alla petizione».

    C’è anche una motivazione politica? «Sono contrario alla posizione che ha assunto l’Italia foraggiando la guerra con le armi date all’Ucraina. Avrebbe dovuto attestarsi come interlocutore diplomatico, mediare fra le parti, invece si è fatta parte in causa. L’Italia è la patria del Cattolicesimo e vendiamo e distribuiamo armi, dovevamo portare la mediazione e la pace, siamo al centro dell’Europa e del Mediterraneo abbiamo una posizione non trascurabile dal punto di vista geopolitico». La sua posizione istituzionale non potrebbe essere in contrasto con la sua presa di posizione? «Noi sindaci, soprattutto nei piccoli Comuni dobbiamo prenderci spesso enormi responsabilità, dobbiamo affrontare problemi enormi e non riusciamo a fare tutto ciò che vorremmo, il più delle volte per mancanza di fondi. Non ci sono soldi per aggiustare le strade o sistemare frane presenti da anni, ma per aumentare le spese militari e mandare armi li troviamo. Qualsiasi cittadino può porsi queste domande. È cambiato il governo, ma quello nuovo fa esattamente come il precedente. Quindi ritengo legittima e opportuna la mia presa di posizione e se ci sarà una manifestazione a Sanremo contraria al messaggio di Zelensky intendo partecipare».

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