Da “La Ninna” di Novello, centro recupero ricci, alla carta stampata per parlare di salvaguardia della natura

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Oltre 250 ricci salvati, curati e rimessi in libertà ogni anno, una cinquantina di animali con disabilità permanente, assistiti garantendo vita e dignità, un libro, 25 grammi di felicità, che è già un best seller tradotto in 12 lingue e uno, Cuore di riccio, che, a sei giorni dall’uscita, era già in ristampa. Una onlus che sta nascendo e diversi ettari incontaminati in alta Langa a dare forma a un sogno. Questo è il centro ricci La Ninna di Novello (Cn).

Sabato 15 dicembre alle 18 nella Sala Opere Diocesane di via Mandelli 9 ad Alba, il veterinario Massimo Vacchetta, che quattro anni fa ha fondato il centro ricci, abbandonando il suo ruolo di affermato buiatra, racconterà di tutto questo e delle moltissime storie, umane e animali, che si intrecciano nella piccola clinica per spinosetti di Novello. Vicende spesso di dolore, di malattia, guarigione, disabilità, mutilazioni inflitte dalla colpevole disattenzione dell’uomo a chi non poteva difendersi.

Aiutando quelle creature indifese, che mai avrebbero potuto ripagarmi in denaro, ho trovato il senso pieno della mia esistenza – afferma Vacchetta – E se Ninna, la riccetta che mi ha cambiato la vita, mi ha insegnato a lasciar libero chi ami, Lisa, la piccola semi paralizzata alla quale ho idealmente dedicato questo libro, mi ha insegnato a lasciar andare per sempre chi ami. Venite, incontriamoci per parlare di ciò che possiamo fare, insieme, per salvaguardare la Terra. Questo è un impegno che ci riguarda tutti, un dovere verso noi stessi e le nuove generazioni. Noi curiamo i ricci feriti, investiti, mutilati dai decespugliatori, quelli che, a causa del riscaldamento globale, nascono innaturalmente a settembre e quindi, quando giunge l’inverno, non hanno accumulato un peso sufficiente ad affrontare il letargo. L’aumento delle temperature fa sì che il loro letargo poi non sia continuo e profondo, ma che si sveglino spesso, consumando energie, senza poi trovare insetti sufficienti a sfamarsi, ma solo lumaconi, che gli trasmettono parassiti. Abbiamo oltre 90 ricci in degenza e stiamo ultimando i lavori per accogliere tutti quelli che hanno bisogno, per dare loro cure e un posto sicuro dove trascorrere i mesi freddi, prima di tornare alla libertà, in primavera”.

Il veterinario conclude: “Per noi è un grandissimo sforzo, perché siamo in pochi e con risorse limitate. L’unico aiuto che riceviamo sono le donazioni private e i proventi dei libri. Comprateli, regalateli per Natale. Salvare un animale significa salvaguardare un ecosistema complesso. Di cui facciamo parte anche noi”.