ALBA – «La strada che non avevo scelto è il racconto di una vita attraversata dal diabete, ma soprattutto di un cammino umano che parte dall’infanzia e arriva alla professione medica, intrecciando esperienza personale, famiglia, amicizie e oltre mezzo secolo di storia della medicina italiana». Andrea Landi, medico oculista che per oltre 30 anni ha lavorato presso l’ospedale di Alba, ha presentato con queste parole il suo libro in cui racconta oltre sessant’anni della sua vita con il diabete: prima bambino, poi paziente e infine medico. Da quest’opera, intitolata non a caso “La strada che non avevo scelto”, è nato anche il progetto sociale “La strada continua”, sostenuto da Aniad, Agd Italia, Diabete Italia e Fand, con l’obiettivo di attirare l’attenzione su questa patologia che colpisce un numero crescente di persone.
Come spiega lo stesso autore: «Il libro non è un manuale sul diabete. È soprattutto un racconto di vita: l’infanzia, la famiglia, la scuola, gli studi, la professione medica e gli incontri che, nel corso degli anni, hanno contribuito a costruire una persona e un medico. Attraverso la mia esperienza personale ripercorro anche l’incredibile evoluzione della diabetologia: dalle siringhe di vetro e dai primi controlli glicemici fino ai moderni sistemi di monitoraggio continuo. Accanto alla storia personale, il volume racconta anche quella delle famiglie, dei medici e delle associazioni che hanno accompagnato questo percorso, restituendo un’immagine del diabete lontana dagli stereotipi e profondamente radicata nella vita reale». Il volume è già prenotabile online e in distribuzione dal 28 agosto. Il 10% del ricavato delle vendite del libro finanzierà le molteplici attività delle associazioni che hanno preso parte al progetto sociale “La strada continua”, impegnato a sostenere iniziative di interesse comune legate al mondo della diabetologia, della prevenzione e della ricerca scientifica su questa patologia. Il volume ha raccolto l’attenzione e il sostegno di autorevoli esponenti del mondo della diabetologia, della medicina, della cultura e dell’associazionismo, che ne hanno condiviso i contenuti e le finalità.










