Non lasciare soli gli agricoltori, aiutare un settore che tra guerre, dazi e cambi nelle abitudini di consumo sta attraversando mille difficoltà. E’ l’allarme lanciato da tutto il comparto vitivinicolo in seguito al problema delle giacenze presenti nelle aziende. Un monito che è giunto fino ai vertici della Regione Piemonte. A farsene carico lo stesso presidente Alberto Cirio, che dichiara di aver stanziato sul tavolo milioni di euro a sostegno del settore vitivinicolo.
“Le risorse in campo oggi si aggirano intorno ai cento milioni”, ha affermato il presidente Cirio. “Ce ne sono diciotto per la promozione del nostro vino nel mondo. Durante questo assestamento abbiamo poi aggiunto 1 milione 700 mila euro di risorse regionali che ci permetteranno di mettere in campo misure straordinarie per contrastare la crisi che sta vivendo il comparto vitivinicolo”. Misure straordinarie che significano un declassamento delle attuali eccedenze, per la trasformazione in aceto o alcool. Una decisione che non piace a nessuno, ma che ora è purtroppo necessaria.
“Non è sicuramente la destinazione ideale che avremmo auspicato per il nostro vino piemontese – ha affermato il presidente di Asti Agricoltura Gabriele Baldi – “ma ci troviamo in una situazione di emergenza e lo sforzo della Regione, utile soprattutto per le cantine sociali, è comunque apprezzabile. E’ però importante intervenire e programmare senza perdere la calma per non incorrere nel rischio che si inneschino fenomeni speculativi di grossa portata“.
“La Confagricoltura di Asti – dichiara il direttore Mariagrazia Baravalle – chiede da tempo di affiancare alle misure emergenziali, una strategia di medio e lungo periodo, con interventi concreti per ristabilire l’equilibrio tra domanda e offerta e garantire la competitività della aziende vitivinicole. Tra queste: la sospensione delle autorizzazioni ai nuovi impianti dal 2027, le vendemmia verde, la revisione degli strumenti di gestione del potenziale produttivo, il rafforzamento delle politiche di promozione“.
Crisi del vino e troppe giacenze: dalla Regione Piemonte 100 milioni di euro per il comparto
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