Crisi Abet all’ultimo appello: o la trattativa svolta, o si rompe

Per la prima volta lo scorso giovedì sera il rappresentante della Cgil Enrico Cabutto concedeva al cronista un barlume di ottimismo al termine del 4° incontro del tavolo di trattativa sull’Abet Laminati. Una piccola schiarita in un cielo che tuttavia resta in tempesta.

Cominciamo da Cabutto: «E’ andata meglio delle altre volte – dichiarava –, sono finite le schermaglie e siamo entrati nel merito della questione con qualche avvicinamento tra le parti». Nonostante ciò, Cgil, Cisl e Uil ribadivano la prosecuzione degli scioperi di un’ora e mezza per ogni turno anche sulla giornata di venerdì. «Lunedì (oggi per chi legge) avremo le assemblee in fabbrica, solo dopo potremo “sbottonarci” su quelle che sono state le novità emerse oggi» – concludeva Cabutto.

L’azienda in una nota del giorno successivo (è pubblicata integrale di seguito a questo articolo) le novità le esplicitava denunciando: così non si va avanti, agitazioni continue e chiusura rispetto alle soluzioni avanzate al tavolo ne stanno rendendo inutile la prosecuzione. In gioco ci sono oltre 100 dei circa 600 posti di lavoro nei due stabilimenti Abet a Bra. Centododici gli esuberi, 9 nelle sedi commerciali di Roma e Reggio Emilia, annunciati lo scorso gennaio. Insieme a un piano per ridurre i costi e fronteggiare la concorrenza dei Paesi emergenti anche attraverso il «rilancio» di 30 milioni d’investimenti su nuove linee produttive e consociate estere. L’ad Abet Ettore Bandieri: «Abbiamo offerto tutto il possibile e la risposta è stata la proclamazione di un altro sciopero senza nemmeno consultare i lavoratori». In calendario a inizio vertenza era stato messo ancora un incontro per mercoledì 20 febbraio. Ci sarà? «Restiamo disponibili a patto di ravvisare un atteggiamento costruttivo negli interlocutori». Il tavolo potrebbe spostarsi a Roma al Ministero dello Sviluppo Economico? «In presenza dell’atteggiamento di cui sopra sì.Diversamente, dovremo andare avanti senza accordo».

A stretto giro la contro-replica di Rsu e segreterie dei chimici di Cgil, Cisl e Uil: «Con i lavoratori ci confrontiamo costantemente, non accettiamo ricatti o lezioni da chi ha creato la situazione che oggi purtroppo ci troviamo ad affrontare». Resta il «no» ai tagli degli organici e alle «esternalizzazioni» per reparti come la logistica. La riorganizzazione a cui mira Abet dovrebbe passare per ricollocazioni interne, ricorso agli ammortizzatori sociali, eventualmente dimissioni volontarie. E a loro volta i sindacalisti accusano: su queste nostre istanze, l’azienda non ci sente.

Un dialogo sempre più teso. Quanto durerà ancora?

L’azienda: «Da noi soluzioni, dai sindacati solo intransigenza»

Di seguito il comunicato

inviato al “Corriere” da Abet Laminati

dopo l’incontro con i sindacati di giovedì 14 febbraio scorso.

Ieri, presso la sede di Bra della Abet Laminati, è proseguito il confronto tra Azienda e Sindacato in merito alla vertenza occupazionale riguardante la gestione dei 112 Lavoratori dichiarati in esubero dall’Azienda a metà gennaio 2019.

Anche nell’incontro di ieri, Azienda e Sindacato, pur ribadendo le rispettive posizioni in merito alla vertenza in atto, hanno effettuato alcuni approfondimenti sulle possibili soluzioni da mettere in campo per attenuare gli impatti occupazionali e la perdita di posti di lavoro correlati all’attuazione dei necessari interventi di rilancio aziendale alla base del nuovo Piano Industriale di Abet.

Più nel dettaglio, l’Azienda ha ulteriormente illustrato le possibili soluzioni della ricollocazione (sia interna che esterna) di alcuni Lavoratori, del ricorso a pensionamenti anticipati, dell’attivazione di strumenti di sostegno al reddito ed all’occupazione nonché della messa a regime degli interventi di esternalizzazione, soluzione che, nel loro insieme, potrebbero ridurre significativamente il numero degli esuberi e l’effettiva perdita di posti di lavoro a non più di circa 40 unità.

Alle proposte dell’Azienda, i Rappresentanti dei Lavoratori hanno risposto con la conferma delle iniziative di protesta, dichiarando nuovamente, per oggi 15 febbraio, l’astensione dal lavoro di un’ora e mezza per ogni turno e convocando l’assemblea dei Lavoratori per lunedì 18 febbraio.

L’Azienda, preso atto delle decisioni assunte ancora ieri dai Rappresentanti dei Lavoratori, ritiene del tutto ingiustificata la reazione delle Parti Sindacali e la conferma delle azioni di protesta, a fronte delle importanti proposte e soluzioni ad oggi avanzate al tavolo di confronto.

La posizione di totale chiusura ed intransigenza delle Parti Sindacali è tale da pregiudicare i presupposti per la prosecuzione di un confronto aperto e costruttivo anche se da parti contrapposte.

Per tale ragione, l’Azienda si riserva ogni decisione in merito alla prosecuzione del tavolo di confronto sulle soluzioni alternative ipotizzate all’esito dell’assemblea dei Lavoratori del prossimo 18 febbraio.

Allo stesso modo, l’Azienda si riserva di assumere tutte le iniziative che riterrà più opportune per la tutela delle sue ragioni e dei suoi interessi nella vertenza in atto.

La contro-replica dei sindacati: «Non accettiamo lezioni da chi ha creato questa situazione»

Le organizzazioni sindacali e le Rsu a seguito dell’incontro del 14 febbraio e al successivo comunicato da parte dell’azienda Abet Laminati Spa sono a ricordare che a differenza di chi parla con i comunicati, sono impegnate costantemente a confrontarsi con i lavoratori, a partire da tutte le assemblee comprese quelle che si terranno lunedì 18 febbraio.

Non si accettano ricatti e lezioni da parte di chi ha creato la situazione che oggi purtroppo ci troviamo costretti ad affrontare.

Le Organizzazioni sindacali e la Rappresentanza sindacale unitaria credono che la serietà di chi sta al tavolo si misura anche da questi episodi, che danno un chiaro messaggio su come gli interlocutori intendono gestire la trattativa.

Rimane per noi sovrana l’assemblea con i lavoratori e le novità, poche, che abbiamo registrato al tavolo le comunicheremo direttamente ai lavoratori, come sempre. E come sempre saranno le assemblee a stabilire le iniziative future.

La Rsu Abet

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