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Covid: il Piemonte rimane una delle poche regioni “Green” in Europa

Il Piemonte nel report settimanale dell’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive, si conferma una delle poche regioni “green”.

“Nonostante la crescita del contagio su cui resta massima la nostra attenzione – sottolineano il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e l’assessore alla Sanità, Luigi Genesio Icardi -, la nostra è una delle poche regioni in tutta Europa dove il contagio è ancora contenuto. Merito dei vaccini e dello sforzo che il nostro sistema sanitario accanto ai cittadini piemontesi sta facendo ininterrottamente ormai da quasi due anni per difenderci e portarci fuori da questa pandemia”.

Sono 26.773 le persone che hanno ricevuto il vaccino contro il Covid comunicate oggi all’Unità di Crisi della Regione Piemonte (dato delle ore 18). A 1.761 è stata somministrata la seconda dose, a21.950 la terza dose.

Dall’inizio della campagna si è proceduto all’inoculazione di 6.028.268 dosi, di cui 3.040.460 come seconde e 610.909 come terze, corrispondenti al 98% di 7.172.750 finora disponibili in Piemonte.

INCIDENZA DEL CONTAGIO NELLE FASCE DI ETÀ ADULTA

Nella settimana dal 22 al 28 novembre l’incidenza regionale (ovvero l’incremento settimanale di nuovi casi di Covid per 100.000 abitanti) è di 110 casi, in aumento rispetto ai 64.5 della scorsa settimana.

Il dato è in linea con quanto accade nel resto del Paese ed in Europa, dove si assiste ad una crescita dei casi, in particolare nelle fasce giovanili, attualmente non coperte da vaccinazione.

Si confermano sotto la soglia di allarme i tassi di occupazione dei posti letto ordinari e di dei posti letto in terapia intensiva, per cui il Piemonte rimane in zona bianca, anche se resta alta l’attenzione di tutto il sistema sanitario sul controllo dell’epidemia.

Pur aumentando anche nelle fasce adulte, qui il contagio rimane comunque più contenuto che nelle classi di età scolastica. L’aumento maggiore si registra nella classe di età tra i 49 e i 59 anni, che passa da 81.6 a 115.4 (+41,4%) ogni 100.000 abitanti della stessa classe di età e tra gli over 80enni, da 36.7 a 47.7 (+30%). Seguono i 19-24enni, da 64 a 83 (+29.7%), i 60-69enni, da 62.7 a 80.2, (+27.9%), i 25-44enni da 102 a 124.4 (+22%), mentre aumenta solo del 13%, passando da 60.7 a 68.9 l’incidenza tra i 70-79enni.

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