Dal CuneeseScuola

Covid a scuola: cambiano le regole, rimangono le discriminazioni

Intanto i ragazzi non trovano risposte concrete ai gravi disagi causati dall’isolamento forzato.

Il movimento “Scuole Aperte Cuneo”, voce di centinaia di famiglia della nostra provincia, esprime le proprie perplessità e preoccupazioni sui nuovi protocolli per la scuola attraverso la sottoscrizione della lettera inviata al Presidente del Consiglio, ai Ministri competenti e a tutti gli enti interessati dalla Rete Nazionale Scuola in Presenza. La lettera è stata inoltrata, con una nota specifica, all’Ufficio Scolastico provinciale e a tutti i Dirigenti Scolastici della provincia di Cuneo.

Mentre si continua a guardare con sospetto la scuola, come se fosse la causa principale dei contagi, attuando una discriminazione rispetto a tutti gli altri settori e anche al proprio interno, ci si dimentica di quali disagi e forti ripercussioni negative abbiano subito i ragazzi con gli isolamenti forzati.

Il movimento “Scuole Aperte Cuneo”, in qualità di aderente alla Rete Nazionale Scuola in Presenza e dando voce alle centinaia di famiglie che lo sostengono, esprime grandi preoccupazioni per alcune criticità  contenute nei nuovi protocolli da adottare in caso di positività nella scuola, e sottoscrive una lettera inviata al Presidente del Consiglio, ai Ministri competenti e a tutti gli enti interessati (allegata alla presente).

Sicuramente è positivo sia stato adottato un unico protocollo a livello nazionale, che eviti le più svariate modalità di azione verificatesi in passato sui singoli territori regionali. Permangono, però, grosse perplessità su alcune misure ed in particolare:

  • nonostante tutte le misure di prevenzione adottate in ambito scolastico, gli alunni sono considerati contatti stretti, cosa che non avviene in altri ambienti
  • Si crea una disparità fra vaccinati e non, senza una base scientifica sostenibile: che differenza ci può essere tra un negativo vaccinato e uno non vaccinato?
  • Nel caso in cui le ASL non riescano a indicare le quarantene da adottare lo dovranno fare i Dirigenti Scolastici: la scuola deve sopperire alle carenze della sanità?
  • Se, come aveva evidenziato il Garante della privacy, “agli istituti scolastici non è consentito conoscere lo stato vaccinale degli studenti del primo e secondo ciclo di istruzione”, la quarantena imposta a tutti coloro che non sono completamente vaccinati non si configura come palese violazione della privacy degli alunni?

Il nostro movimento ha sempre sostenuto la priorità della scuola e della didattica su tutto quanto possa intervenire, anche se è una pandemia di difficile gestione: a distanza di ormai quasi due anni e con tutto quanto messo in campo per garantire la sicurezza di chi è più esposto alla malattia, crediamo davvero che si possano adottare regole in grado di garantire la presenza in classe, soprattutto alla luce di studi secondo i quali la scuola non è causa di contagio.

La scuola deve essere aperta a tutti e soprattutto non deve fare distinzioni: la vaccinazione non è obbligatoria e in classe si va senza il Green Pass, pertanto gli alunni devono essere trattati tutti allo stesso modo. Anzi, anche tutte le attività curricolari svolte fuori dalle mura scolastiche dovrebbero sottostare a queste semplici regole.

Non è possibile continuare con un clima di tensione e sospetto, imponendo ulteriori isolamenti “massivi”, e non prestare attenzione al nuovo allarme lanciato dal direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl CN1 e dell’Ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, dott. Francesco Risso, che lamenta come la mancata gestione del post-pandemia stia tutt’ora causando un aumento del 40% dei casi presi in carico dai vari servizi.

È arrivato il momento di dare un segnale di distensione e accoglienza verso tutti i ragazzi, senza demonizzare ma infondendo fiducia alle famiglie e dare attenzione per cercare e ottenere collaborazione.

Per quanto motivo abbiamo voluto coinvolgere i Dirigenti e tutto il personale scolastico, affinché proprio dalla scuola possa arrivare una presa di coscienza di fronte a queste nuove discriminazioni e si apra qualche spiraglio di responsabilità capace di cambiare una “narrazione” che tende invece a scelte sbrigative ma con conseguenze, a lungo termine, difficili da decifrare.

Siamo certi della necessità di tornare ad un clima in cui prevalga il dialogo alle imposizioni, dove ognuno si senta responsabile delle proprie azioni: solo così si potranno dare risposte alle aspettative dei nostri ragazzi, che fra non molti anni avranno le capacità e competenze per giudicarci.

            Comitato Scuole Aperte Cuneo

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