Costituzione, articolo 54

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La nostra Costituzione continua ad essere accerchiata da insidiosi tentativi di manipolazione. Per quanto siano maldestri e al limite della rozzezza questi tentativi, diventa sempre più difficile rintuzzarli. Stanno creando non poche preoccupazioni e qualche affanno a coloro che devono sentirsene responsabili.

 

In particolar modo a chi ne è il supremo garante, il Presidente Mattarella, che non perde occasione, nei suoi discorsi, per difendere la Costituzione, articolo per articolo. Sempre al fine di consolidarne i principi, i valori, i diritti e i doveri, per il loro obbligatorio rispetto e per la loro universale applicazione. Nessuno meglio di lui sa farlo con la chiarezza, con la fermezza, con la passione e con la lungimiranza di quanti hanno fiducia nell’umanità. Quell’umanità che ha abitato e guidato la mente ed il cuore di tutti i padri e tutte le madri costituenti. A questo punto spero di non deragliare troppo dalla riflessione, se mi rileggo l’artico 54. “Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi.

I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.” Due frasi inequivocabili, ma spesso disattese. La seconda specialmente dove disciplina ed onore lasciano molto a desiderare. Al punto che lo stesso Presidente, con pacata fermezza, lo ha richiamato in occasione di una solenne consegna delle abilitazioni a centinaia di nuovi giovani funzionari pubblici. Troppi sono gli esempi negativi e scandalosi che ci piovono addosso dalle alte sfere. Spese pazze, pieni poteri annunciati in costume da bagno, migliaia di euro rinvenuti in una cuccia per cani, bustarelle dagli sceicchi, fermate dei treni, pistolettate a Capodanno.

Scenografie da stadio nei dibattiti parlamentari, l’annuncio dal balcone dell’abolizione della povertà, quadri e consulenze per non dire di bancarotte varie. Appartamenti comperati, affittati e venduti a “propria insaputa”. Parentopoli gaglioffe. Ma non è il caso di continuare ad arrovellarsi in una predica laica. Non lo era neppure nelle intenzioni del Presidente Mattarella, quando ha ricordato, ai nuovi servitori dello Stato, che disciplina e onestà sono punti d’onore del loro servizio. Questo sì.

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