Così il Roero valorizzerà le sue foreste

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Nel Roero sono presenti estese aree boschive

MONTA’ – E’ “nero su bianco”, ora, il progetto “Roero Foreste”: ossia, il progetto di certificazione sostenibile del patrimonio silvo-colturale della zona delle rocche, lanciato ne 2021 dai Comuni di Montà, Sommariva Perno e Baldissero, e che nel tempo ha coinvolto altresì l’associazione “Roero Verde 2.0” (il sodalizio che cura le sorti del Parco Forestale del Roero), la Str, Società Trattamento Rifiuti, oltre che Ceresole, Montaldo Roero, Monteu Roero, Pocapaglia e Santo Stefano Roero e una serie di soggetti privati, in una pianificazione capace di ricoprire una superficie catastale di 315,44 ettari, pari a 295,61 ettari di foreste. Si tratta di un documento imponente, con effetti pratici di sicuro rilievo, e che ha goduto del contributo della Fondazione Crc a partire dal bando “Nuove Energie – Gestione sostenibile delle risorse forestali”, con l’obiettivo di favorire la gestione multifunzionale del patrimonio boschivo pubblico e privato e di facilitare la costituzione di forme associative della proprietà.

 

Le tre amministrazioni civiche, ponendo il paese della Bela Rosin come capofila, hanno colto questa opportunità. Il tutto, con una vera e propria “missione”: garantire una gestione razionale dei boschi e delle risorse ad essi collegate permettendone una valorizzazione economica in coerenza con le esigenze di sostenibilità e tutela degli ecosistemi. Come spiegato dai sindaci interessati, la pianificazione forestale avviene sempre in coerenza con il quadro giuridico-legislativo e pianificatorio del territorio, con l’obiettivo di garantire la razionalizzazione degli usi e della gestione delle risorse agro-silvo-pastorali. Il risultato? Un dossier di valorizzazione pressoché unico, e senza precedenti: redatto da Marco Bonavia da Verzuolo, appositamente incaricato dai tre Comuni (con la collaborazione dei colleghi Stefano Rapallino e Lisa Salvatico), e che mantiene le premesse-promesse di un biennio fa, nella direzione della “gestione sostenibile della foresta”. Ossia, offrire le linee operative per permettere di utilizzare i terreni forestali in maniera e con un ritmo tali da rispettare la biodiversità, la capacità di rigenerazione, la produttività affinché la foresta possa svolgere, ora e nel futuro, le sue funzioni ecologiche, economiche e sociali. Da risorsa a risorsa: è già stato precisato che, limitatamente alla zona pertinente alla discarica di Sommariva Perno, sarà possibile optare per la trasformazione di alcuni boschi in zone di coltivazione della discarica. Ma, per ora, vige il piano appena approvato. Perché il bosco è risorsa “piena” per la Sinistra Tanaro: in una programmazione da qui al 2037 che ora c’è, improntata sulla gestione forestale e sulle collegata attività correlate all’animazione territoriale per la promozione della gestione e il coinvolgimento dei proprietari. E, non da ultimo, agendo da base per la pianificazione e certificazione della gestione sostenibile del bosco, mediante anche il calcolo, la certificazione e la commercializzazione dei crediti di carbonio. Il concetto di “foresta sostenibile”, gestita in maniera efficace e oculata, diventa un partner “certificato” che può scambiare crediti di carbonio e compensare la produzione di anidride carbonica derivante da altri cicli produttivi contribuendo a combattere il cambiamento climatico. E, anche in questo caso, i Comuni interessati mostrano di avere lungimiranza verso il futuro.

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