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Cortemilia: si espande la zona di restrizione per la peste suina

Il Ministero della Salute ha aggiornato la situazione dell’epidemia di peste suina africana (Psa) sul territorio nazionale, e informato della pubblicazione del Regolamento di esecuzione (Ue) 2022/1460 del 2 settembre 2022, che modifica le zone in restrizione. Per quanto riguarda la provincia di Cuneo le zone soggette a restrizioni I sono le seguenti: i comuni di Bergolo, Pezzolo Valle Uzzone, Cortemilia, Levice, Castelletto Uzzone, Perletto. Per quanto riguarda Asti:i comuni di Olmo Gentile, Nizza Monferrato, Incisa Scapaccino, Roccaverano, Castel Boglione, Mombaruzzo, Maranzana, Castel Rocchero, Rocchetta Palafea, Castelletto Molina, Castelnuovo Belbo, Montabone, Quaranti, Fontanile, Calamandrana, Bruno, Sessame, Monastero Bormida, Bubbio, Cassinasco, Serole, Loazzolo, Cessole, Vesime, San Giorgio Scarampi.

Nelle zone soggette a restrizioni II rientra nell’Astigiano solo il comune di Mombaldone; tutti gli altri comuni sono in provincia di Alessandria.

Gli allevamenti siti nei comuni posti in restrizione con il nuovo regolamento sono soggetti alle norme stabilite a livello di Unione europea, alle disposizioni emanate dal Commissario Straordinario sulla Psa e alle regole ministeriali, tra cui quelle relative alla biosicurezza degli allevamenti suinicoli. 

Il Ministero informa che in Piemonte si contano 119 casi di malattia nel selvatico ma l’ondata di infezione continua a registrare una preoccupante, anche se lieve, espansione verso ovest, visti gli ultimi ritrovamenti di carcasse di cinghiali infetti in provincia di Cuneo.

Con la circolare, inoltre, si esorta la Regione Piemonte ad attuare quanto prima le misure previste dal piano integrato di eradicazione recentemente trasmesso.

«L’auspicio del Ministero – afferma Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte –, è condiviso anche dalle aziende che allevano suini nella nostra Regione. Per questo chiediamo ancora una volta alle istituzioni di intervenire con urgenza avviando tutte le misure necessarie per arginare la diffusione del contagio, perché non ci sono più ragioni per temporeggiare e sperando che non sia troppo tardi».

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