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Corneliano d’Alba: il santuario della Madonna Assunta di Castellero illuminato a festa

Con quella posizione incastonata tra le colline e con quell’aspetto che è una via di mezzo tra una chiesa e un castello, il Santuario della Madonna Assunta del Castellero è senza dubbio uno dei monumenti cornelianesi più amati. Quest’anno, in occasione della celebrazione dell’Immacolata Concezione, l’edificio sacro è stato arricchito con una illuminazione speciale a sfondo natalizio, offrendo un aspetto nuovo e sorprendente.

Sul sagrato è collocato anche un cartello su cui è scritta una preghiera: “Vergine assunta di Castellero, tu che sempre ci proteggi con un cuore immacolato, aiuta coloro che soffrono. Noi preghiamo te, rifugio sicuro di questa zona ora minacciata da questa pandemia. Vergine assunta prega per noi”

Ma qual è la storia del santuario? Scrive il sito cattedrali.it: “Il nome derivava dalla presenza di un “castellero” collocato nel territorio di Piobesi, nelle vicinanze del santuario. Le notizie più antiche a riguardo datano al 1606, anno in cui era stata destinata una certa somma per far dipingere la cappella. Il santuario venne costruito nel Settecento con forme barocche. L’interno si presenta ad un’unica navata con due altari laterali. L’altare di sinistra si trova davanti alla nicchia in cui è conservata la statua della Madonna Assunta, opera dello scultore Antonio Roasio, mentre quello di destra ospita una pala della Madonna del Rosario con San Carlo Borromeo, San Luigi dei Francesi e i Santi Nicolò e Gallo, ai quali è dedicata la chiesa parrocchiale di Corneliano. Si ritiene che l’opera provenga dall’antica parrocchiale di Corneliano situata presso la chiesa di San Bernardino e poi demolita a metà del XVIII secolo perchè pericolante.
L’altare maggiore è sovrastato da una splendida pala che raffigura la Madonna col Bambino fra gli angeli; ai piedi della Vergine sono presenti Sant’Antonio Abate e un Santo di incerta identificazione, forse San Grato. L’opera è coronata da un prezioso apparato in stucco databile ai primi anni del Seicento. Al centro della trabeazione compare un cartiglio con la scritta Ave Maria, mentre affiancano la pittura due lesene con capitelli ionici sorretti da delicati “angeli-cariatidi”. La composizione risente ancora dei modi tardo-manieristi. Nel 1609 venne commissionato un quadro degno di nota con i santi Stefano, Cosma e Damiano per l’antica parrocchiale; attualmente esso decora l’abside del santuario. Purtroppo l’opera venne pesantemente ritoccata nel 1959 e si è cercato di sopperire alle lacune in un recente restauro. Dietro la chiesa, in un salone per pellegrini, sono conservati ben 226 quadri votivi che costituiscono la più vasta raccolta di ex-voto del Roero”.

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