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Conurbazione, si cambia: da maggio nuove linee dei bus a Bra

In attesa del Pums, Piano urbano della mobilità sostenibile di cui giovedì scorso il Consiglio ha licenziato il “documento direttore: obiettivi e linee di indirizzo”, Bra si appresta a lanciare finalmente il nuovo Tpl, Trasporto pubblico locale. Il consigliere delegato Pietro Ferrero (Con Sibille per Bra) ne ha fissato l’entrata in funzione per il prossimo 2 maggio. Si tratta della già più volte annunciata “rivoluzione” dei bus della conurbazione che coinvolge anche le confinanti Sanfrè, Pocapaglia e Cherasco.

Le linee urbane passeranno a 7 (per un complessivo di 534mila km/anno, adesso sono 380mila) coordinate con gli orari dei treni della Sfm 4 Alba-Torino. Lungo la cosiddetta “dorsale” nord-sud, tra Madonna Fiori e l’Oltreferrovia, ci sarà un bus ogni 15 minuti. In tutti i quartieri, dal Centro a Bescurone, da S. Giovanni Lontano a Fey, non bisognerà attendere più di mezz’ora per avere a disposizione una corsa utile a raggiungere uffici, servizi, scuole, luoghi di lavoro e svago. Verso l’esterno, idem: su Cherasco le «cadenzature» saranno bi-orarie così come su Sanfrè dove una corsa, con tappa a Bandito, sarà in treno. Le linee extraurbane, già in funzione, si allungano adesso fino a Carrù in val Tanaro e a Fossano (e poi a Cuneo con 5 corse giornaliere) lungo la statale 231. Tutte le 280 fermate braidesi saranno georeferenziate con gli orari di passaggio dei mezzi. E al capolinea del Movicentro oltre a una sala d’aspetto a disposizione dell’utenza ci sarà uno sportello informativo.

Le impostazioni guida del Pums sono state approvate a maggioranza. Assente il Movimento 5 Stelle, astenuti Abderrahmane Amajou, ex alleato del centrosinistra al governo e Bra Domani, contrario il centrodestra. Oltre a ribadire disappunto sulla previsione di collocare la nuova scuola Media lungo il già intasato asse di via Trento e Trieste, Forza Italia e Somaglia per Bra hanno definito il documento «un libro dei sogni». Ma anche Davide Tripodi (Bra Domani) ha espresso duri giudizi ricordando come il Pums sia in iter ormai da 5 anni e non abbia portato «a nessun atto concreto». Que­sto «per responsabilità dell’Amministrazione che ha preferito e preferisce il tanto fumo e poco arrosto».

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