Il Consorzio Barolo Barbaresco riparte da Ascheri

Mandato quadriennale. Per i rinnovati vertici consortili, ora guidati dal 56enne braidese Matteo Ascheri

«La grande partecipazione dei produttori che ho visto in questi giorni è segno di una vivacità e di un’energia positiva di questo Consorzio e di tutto il territorio». Con queste parole il produttore braidese Matteo Ascheri ha accolto l’elezione alla guida del Con­sorzio Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani

La sua designazione al vertice dell’ente, scontata essendo il neo presidente l’unico candidato alla successione del dimissionario Orlando Pecchenino, è arrivata con l’assemblea tenutasi giovedì nella sede all’Ampelion.

Classe 1962, laureato in Economia e Commercio, Ascheri guiderà una realtà che conta oltre 500 aziende vitivinicole associate, rappresentative di 10mila ettari di vigneti coltivati in Langa e Roero e 65 milioni di bottiglie.

Ascheri fu già stato vicepresidente del Consorzio dal 1992 al 1994 e in passato ha ricoperto numerosi incarichi istituzionali: presidente del Cda e poi amministratore unico del Centro di Ricerca Vitivinicolo del Piemonte-Tenuta Cannona dal 1993 al 1999; presidente del Cda dell’Unione Produttori Vini Albesi dal 1991 al 1997; vicepresidente dell’Ente Turismo Alba Bra Langhe e Roero dal 2002 al 2005. Oggi siede nel Cda del Consorzio Turistico Langhe Monferrato Roero.

«Inizieremo riattivando il ruolo dei comitati, che hanno il compito di gestire le denominazioni tutelate e sono uno strumento di partecipazione dei produttori. Ci occuperemmo sin da subito della promozione delle denominazione, concentrandoci su progetti specifici in base alle diverse esigenze che emergeranno».

A breve saranno nominati anche i vice presidenti e il Consiglio di amministrazione, che insieme al presidente resteranno in carica fino alla primavera 2021.