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Consiglio provinciale, approvato ordine del giorno di condanna dell’invasione dell’Ucraina

La seduta di lunedì 7 marzo si è aperta con un minuto di silenzio per ricordare le vittime della guerra in Ucraina

Cuneo – Un minuto di silenzio per ricordare le vittime della guerra in Ucraina e condannare l’aggressione della Russia. E’ iniziato così il Consiglio provinciale di lunedì 7 marzo che aveva in programma anche l’approvazione di un ordine del giorno specifico di condanna all’invasione dell’Ucraina.

Lo ha illustrato il presidente Federico Borgna, tornato da pochi giorni da Marsiglia dove si è svolto il 9° Vertice europeo delle Regioni e delle Città (European Summit of Regions and Cities), programmato da tempo, sul futuro dell’Europa e che ha messo a tema, inevitabilmente, la questione ucraina. “La guerra in corso non può essere disgiunta dal futuro dell’Europa – ha detto Borgna –. I sindaci raccontano di un’emergenza umanitaria sempre più grave: i profughi sono per ora oltre 1 milione e 120 mila persone sono già arrivate in Polonia. Non è facile organizzare l’accoglienza di così tanta gente che ha bisogno di risolvere i problemi concreti della vita quotidiana, oltrechè di dignità. Credo sia nostro dovere approvare questo ordine del giorno di solidarietà verso l’Ucraina perché prima di essere amministratori siamo uomini”.

Il testo del documento ribadisce l’art. 11 della Costituzione italiana secondo cui “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”. Si esprime, quindi, “la più ferma condanna per l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e per i bombardamenti delle città, avvenuti in spregio ad ogni regola del diritto internazionale per sottomettere uno stato sovrano, rifiutando ogni tentativo d’intesa negoziale e minando la pace e la stabilità dell’Europa”. Il testo prosegue sottolineando il sostegno ai cittadini russi che contestano l’azione di invasione di Putin e che rischiano l’arresto e l’incarcerazione perché manifestano contro la guerra, così come si ribadisce come l’unica via di uscita sia porre fine alle ostilità e riprendere la via diplomatica.

“Chiediamo al Governo italiano, agli Stati membri e alle Istituzioni dell’Unione Europea di impegnarsi in un’iniziativa di contrasto dell’aggressione assumendo le misure necessarie, che l’Onu deve garantire e con un ruolo attivo e propositivo nelle alleanze difensive, secondo gli accordi internazionali vigenti, perché l’invasione sia fermata, l’Ucraina sia liberata e si possa tornare all’applicazione degli accordi di Minsk e al rispetto degli accordi di Helsinki, ribadendo il principio fondamentale dell’inviolabilità delle frontiere”.

Inoltre il documento si impegna a far sentire al popolo ucraino la solidarietà dei cittadini italiani e la più forte condanna morale e politica di Putin e delle sue azioni di guerra, oltre a creare una mobilitazione contro l’aggressione russa e riaffermare la necessita di superare la logica dei blocchi militari contrapposti, riprendendo le trattative anche per un disarmo progressivo, sul rispetto della sicurezza di tutti gli Stati per consentire un impegno comune per la soluzione dei gravissimi problemi sanitari e ambientali che affliggono l’umanità. L’ordine del giorno sarà trasmesso al Governo italiano, all’Unione Europea “per supportare la richiesta di contrastare l’aggressione, assumendo le misure necessarie e ritenute adeguate”. Delibera anche “la volontà di sostenere, per quanto possibile, i Comuni del territorio nell’accoglienza dei profughi”.

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