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Confesercenti vicina agli imprenditori che lunedì scenderanno in piazza a Cuneo

Il direttore dal Bono: “La categoria è allo stremo e si sente anche presa in giro da un governo che non sa decidere”

CUNEO – “Noi non vogliamo ristori, che comunque sono una chimera. Noi vogliamo lavorare. Il lavoro è un diritto costituzionale e a privarcene, in questo momento è proprio lo Stato. Così non possiamo più andare avanti, siamo destinati a fallire tutti”.
Con queste parole, Francesco Liboa, manager della ristorazione, anticipa quali saranno i temi della manifestazione di protesta organizzata per lunedì 22 febbraio a Cuneo, tra piazza Galimberti e via Roma, per dare voce a tutta la filiera economica che non ne può più delle decisione governative prese da un giorno all’altro.
“Magari fossero giorni – rincara la dose il manager cuneese -. Il passo indietro sulla riapertura degli impianti sciistici è stata presa poche ore prima, dopo che il mondo della montagna si era organizzata per la riapertura, con la speranza di recuperare almeno in parte una stagione disastrosa”.
“La salute viene prima di ogni altra cosa – ribadisce Liboà – ma lavorare in sicurezza è possibile. Siamo noi i primi a chiedere controlli e sanzioni per chi non rispetta le regole, ma far ripartire l’economia è indispensabile. Non parlo solo della montagna che è stata penalizzata e anche presa in giro, ma di tutta la filiera ad essa collegata: trasporti, bar, ristoranti, negozi. Ogni decisione ricade su più settori, dove ormai la linea di demarcazione tra chiusura e proseguire l’attività si fa sempre più sottile. Ci chiediamo come ma il governo non riesca a capirlo”.
“Basta parlare, è ora che anche i cuneesi manifestino il loro disappunto con una manifestazione civile e pacifica – sottolinea Marco Allegri, esercente di Pratonevoso -. Dobbiamo far conoscere i nostri disagi, che non sono solo i disagi del popolo della montagna ma di tutti, perché quando si parla di economia e sviluppo, ogni cosa è collegata: a non produrre è tutta una catena, non solo il singolo. In questi mesi il nostro settore è stato colpito da provvedimenti ingiusti e poco chiari, senza vedere neppure un centesimo dei tanto promessi ristori. Quello che chiediamo – conclude Marco Allegri – è solo di poter lavorare con correttezza e serenità”.
“Alla luce delle problematiche che sta vivendo la stagione invernale di tutto il comparto imprenditoriale della neve – sottolinea Paolo Bongioanniconsigliere regionale di Fratelli d’Italia – e soprattutto dopo la beffa umiliante e vergognosa di domenica sera, dopo che il ministro ha ulteriormente rinviato a meno di quattordici ore dalla riapertura degli impianti è quanto mai legittima e doverosa una manifestazione pacifica ma di forte adesione alla quale sicuramente sarò presente per segnalare la criticità di un momento per un settore che in provincia di Cuneo vale oltre 250 milioni di euro sull’indotto e supera il miliardo su tutto il Piemonte. Sarà convocata per lunedì alle ore 10, la stessa ora della manifestazione, anche la commissione consiliare che libererà i venti milioni e 500 mila euro a favore del comparto turistico invernale: primo intervento della Regione Piemonte per far fronte alla crisi”.
“Confesercenti è vicina a tutti gli operatori economici che stanno vivendo un momento di crisi terribile – ricorda il direttore generale Confesercenti Cuneo, Nadia dal Bono – e per questo scenderà in piazza insieme a loro come promotore in prima linea.
L’obiettivo di una categoria che raramente scende in piazza, è quello di far sentire non solo la propria disapprovazione verso una gestione assurda dell’emergenza sanitaria ma anche di manifestare il proprio timore per una prossima quanto vicina chiusura di locali ed aziende”.
“Gli imprenditori – prosegue il direttore generale Confesercenti – non sono limoni da spremere solo quando è necessario pagare le tasse ed il loro lavoro merita il giusto rispetto. Perché oltre al timore di chiudere bottega, la categoria si sente anche presa in giro da un governo che non capisce, che non sa cosa voglia dire rimboccarsi le maniche ed andare a lavorare ogni giorno per mantenere la propria famiglia e dare anche l’opportunità ad altri di avere un lavoro sicuro. È giusto ricordare che gli imprenditori sono una parte produttiva indispensabile per far andare avanti questo nostro Paese”.

Redazione Corriere

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