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Confagricoltura Piemonte sulla Peste Suina: “Fate presto!”

Gli esperti della Commissione europea, al termine del loro sopralluogo in Piemonte, hanno suggerito di posare una recinzione metallica di 275 chilometri per impedire l’uscita dei cinghiali dalla zona infetta

Per contenere la diffusione della peste suina africana gli esperti della Commissione europea, al termine del loro sopralluogo in Piemonte, hanno suggerito di posare una recinzione con reti metalliche per impedire l’uscita dei cinghiali dalla zona infetta. Lo ha comunicato l’assessore regionale all’Agricoltura Marco Protopapa alle organizzazioni professionali agricole che venerdì 11 febbraio ha riunito nella sede di Corso Stati Uniti a Torino, chiarendo che il perimetro delimitato è di circa 275 chilometri. La Società Autostrade dovrà rafforzare le recinzioni già esistenti e, non appena il piano di eradicazione della peste suina sarà definito, si dovrà avviare la realizzazione di un nuovo di una nuova recinzione, esterna a quella autostradale esistente.

“Si tratta di un lavoro estremamente oneroso – dichiara il presidente di Confagricoltura Piemonte, Enrico Allasia – che non dovrà sottrarre risorse ai fondi stanziati dal Ministero per ristorare le aziende agricole danneggiate. A questo riguardo chiediamo a tutti gli enti interessati di fare presto, perché le imprese di allevamento sono in estrema difficoltà”. Confagricoltura chiede che, in questo particolare frangente, non si proceda con soluzioni ordinarie, ma con urgenza, tramite l’adozione di ordinanze immediatamente esecutive, in particolare per quanto riguarda il depopolamento dei cinghiali. “I dati che ci sono stati riferiti oggi, peraltro frammentari e incompleti – aggiunge Enrico Allasia – evidenziano che l’attività di selezione del cinghiale nell’ultimo anno è stata a dir poco deludente. Siamo di fronte a un’emergenza sanitaria ed è necessario intervenire con azioni immediate, che prevedano piani di abbattimento straordinari degli ungulati”.

Il direttore di Confagricoltura Piemonte Ercole Zuccaro sottolinea: “Il valore del patrimonio suinicolo piemontese, stimato per difetto dal Ministero delle Politiche agricole, ammonta a 240 milioni di euro. Le principali regioni produttrici, che insieme al Piemonte sono Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Toscana, portano questo importo a oltre 1,4 miliardi di euro. È una filiera di straordinaria importanza, sia per l’economia agricola, sia per il sistema agroindustriale e per le nostre esportazioni: di qui – sostiene Zuccaro – l’esigenza di adottare al più presto tutte le misure precauzionali utili per far sì che l’epidemia rimanga confinata e che si possa eradicare al più presto la malattia”.

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