Conclusa l’inchiesta sul cantiere del Tenda bis

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Una foto di repertorio. Del nuovo tunnel oggetto dell'inchiesta

Di seguito un comunicato firmato dal comandante provinciale della Guardia di Finanza, tenente colonnello Gianpiero Debidda, appena inviato ai giornali.

1.1. Con la notifica agli indagati dell’avviso di conclusione delle indagini si è conclusa l’indagine condotta dai finanzieri del Nucleo Mobile della Compagnia di Cuneo, sotto la costante direzione della locale Procura della Repubblica, afferente l’appalto di lavori per la costruzione del raddoppio del tunnel di Tenda.

1.2. L’operazione, iniziata nel mese di settembre 2016, aveva consentito di ipotizzare, inizialmente attraverso l’escussione di operatori addetti al recupero, al trattamento e allo smaltimento di rifiuti ferrosi, che parte del materiale nuovo giunto sul cantiere del Colle di Tenda venisse sottratto alla costruzione del traforo e destinato alla rivendita a soggetti collettori materiali ferrosi. La suddetta condotta predatoria pareva avere a oggetto anche lo smarino proveniente dai lavori di scavo del nuovo tunnel sul versante italiano, il quale a sua volta avrebbe dovuto essere in parte stoccato per il successivo riutilizzo in cantiere e, per la parte eccedente non riutilizzabile, tombato nella cava a circa 15 km di distanza dal cantiere.

1.3. Le intercettazioni ambientali e telefoniche hanno poi permesso agli inquirenti di ipotizzare che i lavori di costruzione dell’opera cosiddetta “Tenda bis” stavano procedendo in contrasto con i dettami delle c.d. leges artis e in difformità dal progetto esecutivo, con conseguente pericolo per la stabilità e la tenuta delle strutture, consentendo così di contestare ai soggetti apicali sul cantiere i reati di furto aggravato e di frode in pubbliche forniture. Al termine di questa prima fase dell’indagine, il 24 maggio 2017 veniva data esecuzione a una vasta ed articolata operazione di polizia giudiziaria nel cui ambito sono state eseguite 5 custodie cautelari personali con conseguente sottoposizione agli arresti domiciliari, 2 misure cautelari dell’obbligo di dimora, 2 misure cautelari del divieto di dimora nella provincia di Cuneo, oltre alla notifica di 8 informazioni di garanzia nei confronti di altrettanti soggetti; durante tale attività di polizia giudiziaria è stato, altresì, fermato un camion carico di manufatti nuovi destinati all’illecita rivendita.

Il sequestro dell’intera area di cantiere è stato possibile grazie alla fattiva e preziosa collaborazione della Procura della Repubblica di Nizza, interessata dalla locale Autorità Giudiziaria con rogatoria internazionale.

1.4. Sono stati, inoltre, rinvenuti due quintali di materiale esplodente acquistato per lo sfondamento del fronte di scavo della nuova galleria e poi collocato in ambienti inidonei, ove lo stesso veniva stoccato ed accumulato in assenza di un provvedimento autorizzativo la detenzione oltre le 24 ore, in violazione delle norme relative alla regolare tenuta dei registri di Pubblica Sicurezza.

1.5. In data 13 giugno 2017 su disposizione della locale Autorità Giudiziaria è stato dato corso al decreto di sequestro preventivo funzionale alla confisca di circa 24.000 euro sui beni nella disponibilità del direttore tecnico del cantiere, quale profitto del sopra descritto delitto di furto aggravato continuato, commesso nel periodo oggetto di investigazioni.

1.6. Nello stesso mese di giugno ’17, la Procura della Repubblica ha affidato l’esecuzione di accertamenti tecnici urgenti a due consulenti (l’ing. Umberto Croce e il perito elettrotecnico Silvano Galvan) ai sensi dell’articolo 360 del codice di procedura penale al fine di verificare – in contraddittorio con i Ct di parte – se il materiale utilizzato corrispondesse per qualità e misure a quello indicato nel progetto esecutivo ed attestato dal direttore dei lavori, nonché con lo scopo di accertare se l’opera fosse stata realizzata secondo la vigente normativa; il controllo sulla qualità dei materiali è stato poi affidato all’Istituto Italiano della Saldatura di Genova. Al termine dei cosiddetti lavori di campagna in data 9 agosto 2017 la Procura Repubblica di Cuneo, di concerto con l’Autorità Giudiziaria francese e su istanza di Anas Spa, ha disposto il dissequestro condizionato del cantiere. Parallelamente, i Finanzieri si sono occupati dell’esame della copiosa documentazione amministrativa e contabile sequestrata presso la sede di Limone Piemonte e presso le sedi Anas di Torino e Milano, con particolare attenzione alla disamina dei Sal e del Capitolato Speciale d’Appalto, nonché dei dati informatici acquisiti.

1.7. Tale attività ha consentito agli inquirenti cuneesi di ipotizzare a carico degli indagati la consumazione dei reati di falsità ideologica in atto pubblico ex art. 479 c.p. con particolare riferimento ai cd. “stati di avanzamento dei lavori”,  la truffa aggravata ai danni dello Stato ex art. 640 comma 2 n. 1 del codice penale con riferimento alla fornitura di materiali di minor qualità, nonché con riguardo all’impermeabilizzazione della nuova galleria; infine, è stato contesto il delitto di attentato alla sicurezza dei trasporti ai sensi dell’art. 432 del codice penale con riguardo all’edificazione, allo “spanciamento” e ai parziali cedimenti del terrapieno denominato “OA09”, situato in territorio francese ed alto circa 11 metri, destinato a sorreggere la strada in uscita dal nuovo tunnel.

1.8. Alla luce di quanto sopra descritto, su disposizione del Giudice per le indagini preliminari cuneese nel luglio scorso la Compagnia di Cuneo ha eseguito altre due misure cautelari reali (sequestri preventivi) funzionali alla confisca di oltre 320.000 € quale somma equivalente al profitto del reato di truffa ai danni di Anas Spa, nonché quale illecito beneficio per la società appaltatrice galleria di Tenda Scarl (quale Ati costituita per il 99,9% da Grandi Lavori Fincosit Spa e per lo 0,01 % da Toto Costruzioni Generali Spa), essendo stato individuato il suddetto delitto di truffa ai danni dello Stato quale reato presupposto dell’illecito amministrativo di cui al D.Lgs. n. 231/2001 in capo al medesimo ente.