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Una lunga traversata di 110 metri a 15 metri d’altezza sulle vigne, l’impresa del funambolo Andrea Loreni

Si è svolto ieri alla Tenuta Monsordo Bernardina l’ultimo appuntamento, dal vivo, de “La via selvatica” con Matteo Caccia, Stefano Bartezzaghi e il funambolo Andrea Loreni che per la prima volta ha camminato  sulle vigne, una lunga traversata di 110 metri a 15 metri d’altezza.

 

Il progetto, curato da Matteo Caccia e proposto dalla Famiglia Ceretto, si compone di 12 dialoghi che hanno fatto emergere le esperienze profonde dei protagonisti coinvolti (Stefano Bartezzaghi, Ambrogio Beccaria, Mauro Berruto, Lia Canestrini, Franco Cardini, Tommy Kuti, Andrea Loreni, Federica Manzon, Luca Mercalli, Paolo Pejrone, Emilio Previtali, Ana Roš). Un percorso durato un anno che ha indagato la natura selvatica e autentica, le sue regole immutabili, la sua ostinata capacità di ripetersi, la sua ricerca di un’armonia smarrita, di un equilibrio virtuoso in cui l’uomo
sia capace di interagire con rispetto nella consapevolezza che la vera protagonista è la natura.

 

“Il percorso de La via selvatica è giunto a compimento. Finalmente le Cantine Ceretto hanno riaperto al pubblico i loro magnifici luoghi. Una piccola festa di fine anno, che ha visto  protagonisti Stefano Bartezzaghi che ha chiuso il ciclo di incontri raccontando con la sua maestria il senso delle parole e la nostra capacità di addomesticarle, e Andrea Loreni, il funambolo già voce di una dei primi incontri de La via selvatica, che ha passeggiato  su un cavo nei cieli sopra le vigne.” Così ha commentato Matteo Caccia l’ultimo episodio.
“Per la mia famiglia è sempre  una festa poter organizzare momenti speciali come questi. Ci siamo impegnati con La via selvatica a raccontare, attraverso la voce di personaggi unici, il nostro modo di sentire e percepire quello che l’esperienza della chiusura ci stava insegnando a partire da una natura più forte e rigogliosa che si è ripresa i suoi spazi lasciandoci silenziosi spettatori di questo spettacolo che ha travolto il nostro territorio. Raccontarlo è stata un’occasione per trovare un nuovo punto di vista per continuare ancora con più forza il nostro lavoro di vignaioli attenti alla terra, preservandone i suoi tratti autentici. Ha concluso Roberta Ceretto, alla guida delle aziende vitivinicole insieme al fratello Federico e ai cugini Alessandro e Lisa.

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