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Commercio albese: Via Maestra perde i suoi negozi storici

Uno dopo l’altro vari pezzi di storia chiudono per sempre i battenti ad Alba. Inaspettatamente e senza alcun preavviso, martedì scorso le saracinesche il negozio di alimentari Ognibene, che da moltissimi anni colorava via Maestra con i suoi ricchi e colorati banchi, carichi di primizie e prodotti tipici, sono rimaste abbassate. Nessun cartello ha motivato questa scelta, ma sbirciando attraverso i vetri è apparso chiaro a tutti come all’interno non ci fosse più nulla da vendere. Si tratta di una grave perdita per quello che viene definito il centro commerciale naturale di Alba, che prosegue nel processo di internazionalizzazione, con l’a­pertura di esercizi commerciali che fanno capo alle multinazionali dell’abbigliamento. «È giunto il momenti di andare in pensione – ci confessano le sorelle Ognibene – e così abbiamo deciso di accettare la proposta della Tezenis, che voleva affittare i locali di nostra proprietà. Era il 1967 quando i nostri genitori hanno aperto il primo negozio in via Pertinace, poi spostato in via Cavour e quindi in via Maestra, e crediamo che la nostra famiglia in questi 55 anni abbia dato qualcosa alla città di Alba, che nei decenni è cresciuta ed è diventata a vocazione turistica.

Proprio i turisti erano i nostri migliori clienti: con alcuni di loro è nato un rapporto speciale, che è proseguito a distanza, con la spedizione dei nostri prodotti tramite corriere». A pochi metri di distanza un altro storico esercizio è stato chiuso proprio sabato scorso: il Bar Pasticceria Cignetti. Al momento non si sa quale sarà il destino di quel bellissimo e­sempio di architettura commerciale antica. Chi gestiva il bar da 12 anni, Carmen Bostan ci spiega «Purtroppo per noi, dopo tanti anni non ci è stato rinnovato il contratto di affitto e così siamo stati costretti a chiudere. Non sappiamo quale sia il destino futuro del bar, che era un punto di riferimento per moltissimi clienti sia albesi, che forestieri. Io colgo l’occasione per ringraziare tutti quanti per l’affezione dimostrata durante la mia gestione». Una via Maestra che cambia e che perde tanti capisaldi della tipicità albese. Tra qualche settimana, al posto della frutta e delle tagliatelle, dei cioccolatini e dei pasticcini ci dovremo rassegnare a vedere in vetrina pigiami, abbigliamento intimo e costumi da bagno. Nulla da eccepire, intendiamoci è la legge della domanda e dell’offerta. Di sicuro per i turisti che affolleranno in massa il centro albese, ci sarà una possibilità in meno di fare acquisti e portare a casa souvenir enogastronomici di qualità. Questo fenomeno non preoccupa il presidente dell’Aca, Giuliano Viglione, che piuttosto indica la strada da seguire: «È fisiologico che vi sia un avvicendamento di negozi in una via a vocazione spiccatamente commerciale come via Vittorio Emanuele II, che in quanto tale esercita una forte attrazione per le imprese del settore. A realtà che chiudono si sostituiscono nuove attività ed in ogni caso si tratta di aperture che fanno girare l’economia. Certamente tutto il centro storico necessita di interventi conservativi e di arredo urbano che lo rendano sempre più bello e accogliente, in quanto luogo di interesse economico e punto focale di incontro sociale non solo per gli albesi ma per tutto il territorio che ad Alba fa riferimento».

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