“Collisioni”: l’anno prossimo non si farà più in Langa?

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Sicurezza che costa. Sottostare ai dettami della Circolare Gabrielli ha costretto “Collisioni” (nella foto, un concerto) a ridurre il numero di biglietti disponibili e a sostenere maggiori spese organizzative

Non c’è nemmeno stato il tempo per spegnere le dieci candeline che già lo staff di “Collisioni” si interroga sul futuro e si domanda: «Il festival nato e cresciuto in Langa potrà proseguire ancora tra i rigogliosi vigneti di Nebbiolo da Barolo?».

Sembra un interrogativo scontato, perché in fondo segue numerose grida di allarme che il direttore artistico Filippo Taricco ha lanciato nel corso degli anni. Ma questa volta le incertezze paiono essere più che fondate.

La macchina organizzativa e l’importanza della rassegna richiedono spazi che Barolo pare non essere in grado di garantire, a causa delle sempre più restrittive norme in tema di sicurezza (Circolare Gabrielli in testa).

«È stata una splendida decima edizione con un altissimo livello artistico – dichiara Filippo Taricco – e dobbiamo ringraziare lo sforzo straordinario dell’assessorato al Turismo della Regione Piemonte e delle Fondazioni Crc e Crt se siamo riusciti a realizzarla, pur nel contesto di grave perdita che l’organizzazione ha scelto di sostenere per senso di responsabilità verso un anniversario così importante. Credo che abbiamo dimostrato ancora una volta l’unicità di “Collisioni” nel panorama dei festival europei e la potenzialità che questo evento rappresenta per lo sviluppo e l’immagine di tutto il nostro territorio. Adesso dobbiamo metterci tutti subito al lavoro perché questa non sia l’ultima edizione per “Collisioni” nelle Langhe e ci auguriamo di poter creare un tavolo con istituzioni e attori principali del territorio al fine di trovare delle soluzioni condivise. Con i parametri attuali, infatti, un festival di questo livello internazionale è semplicemente insostenibile e non potrà essere replicato».

I numeri parlano chiaro. A consuntivo sono oltre 80mila gli spettatori, che, però, sarebbero stati ben di più, date le richieste di biglietti da tutta Italia che l’organizzazione non ha potuto soddisfare nel rispetto dei limiti sulla sicurezza. Questa riduzione obbligata naturalmente ha inciso anche sulla perdita di posti letto negli hotel del territorio e di avventori dei ristoranti, che non hanno potuto sfruttare appieno le potenzialità turistiche del festival. In base alle richieste ricevute a alla provenienza delle stesse è stata stimata una perdita economica per gli esercizi turistici del territorio in una forbice tra il milione e mezzo e i due milioni di euro. Le proiezioni sono state fatte in base ai parametri di spesa media di Sviluppo Piemonte Turismo.