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    Coldiretti Piemonte: trionfa la zucca sulle tavole di Halloween

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    Ottobre e zucca da sempre vanno d’accordo. In più si aggiunge, ormai anche in Italia, Halloween per cui sia in cucina sia come decorazione le zucche trionfano con i loro colori meravigliosi dall’arancione al giallo fino al verde.

     

    In Piemonte la produzione di zucca interessa oltre 1000 aziende per un quantitativo che arriva a 20 mila quintali. Impiegate, soprattutto per la preparazione di risotti, minestre e zuppe, hanno qualità organolettiche elevate ed una polpa ricca di antociani e sostanze antiossidanti grazie alle forti escursioni termiche tra la notte e il giorno. Si sta affermando anche in Italia una nuova tendenza: il “pumpkin patch”, il campo di zucche da visitare, un luogo di atmosfera tra zucche, piante di mais e casette di legno, a metà tra il parco-giochi e la casa dei fantasmi. Una sorta di “zucca turismo”, per far divertire i piccoli e soddisfare i grandi, golosi dei mille piatti legati alla zucca. Tante anche le ricette preparate in questi giorni dai cuochi contadini di Campagna Amica negli agriturismi: dal classico risotto con la salsiccia e la zucca al flan con la crema di Castelmagno, dalla zucca al forno alla crema di zucca e porri.

    “Sia che si scelga da gustare a tavola sia come prodotto da intaglio, è essenziale però puntare a un prodotto di qualità Made in Piemonte – affermano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale. La zucca è un prodotto ricco di vitamine e dalle innumerevoli proprietà che non può mancare nella stagione invernale. Il modo migliore per essere sicuri della genuinità del prodotto acquistato, è rivolgersi ai produttori locali, direttamente in azienda o presso i mercati di Campagna Amica diffusi in modo capillare in Piemonte. In questo modo è possibile avere conferma della tracciabilità del prodotto e garanzia di qualità, onde evitare il rischio di portare a tavola zucche provenienti da paesi dove non vigono le stesse regole e controlli, come nel caso dell’Egitto e della Tunisia, tra i principali esportatori in Italia assieme al Portogallo”.

    La legge impone di indicare l’origine sulle zucche fresche intere, ma non su quelle tagliate, né su quelle trasformate, né sui classici semi di zucca. Così aumenta il rischio di portare a tavola zucche provenienti da paesi dove non vigono le stesse regole. Nei primi sette mese del 2023 l’Italia ha importato il 7% in più di zucche dall’estero rispetto al 2022 quando nell’intero anno ne erano arrivate 12,7 milioni di chili secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat.

    Redazione Corriere
    Redazione Corrierehttps://www.ilcorriere.net
    Potete contattare la Redazione del Corriere allo 0173-28.40.77 oppure scrivendo a: info@ilcorriere.net

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