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Coldiretti Piemonte: Green pass fondamentale per ripresa turismo straniero in Piemonte

Senza il green pass Ue sono a rischio 28 milioni di turisti europei che prima della pandemia erano venuti in Italia durante l’estate con una spesa turistica pari a 11,5 miliardi per alloggio, alimentazione, trasporti, divertimenti, shopping e souvenir. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sulla base dei dati di Bankitalia in riferimento alla necessità di un accordo sul pass per i viaggi degli europei nell’Unione. Per l’Italia si tratta di un necessità dopo che la scorsa estate gli arrivi da questi Paesi sono crollati del 43% con pesanti effetti sull’economia e sull’occupazione. Il ritorno dei vacanzieri dall’estero in Italia è infatti strategico per l’ospitalità turistica nelle mete più gettonate anche perché i visitatori da questo paesi stranieri hanno tradizionalmente una elevata capacità di spesa.

“Il ritorno degli stranieri in vacanza in Italia ed in Piemonte è strategico per l’ospitalità turistica e perla ripartenza concreta dell’economia dei nostri territori – evidenziano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa delegato confederale -. Ad essere avvantaggiate saranno soprattutto le città d’arte, che sono le storiche mete del turismo dall’estero, ma anche gli oltre 300 agriturismi piemontesi dove gli stranieri rappresentano tradizionalmente oltre la metà degli ospiti. Basti pensare che il Piemonte, fino al 2019, registrava oltre 15 milioni di presenze turistiche proprio grazie anche agli stranieri, soprattutto, provenienti da Germania, BeNeLux e Francia. E’ importante che con l’avanzare della campagna di vaccinazione e l’apertura delle frontiere si proceda anche alla ripartenza delle attività di ristorazione a pranzo e cena, nel rispetto di tutte le norme di sicurezza. Il cibo infatti – concludono – è diventato la voce principale del budget delle famiglie in vacanza in Italia con circa un terzo della spesa di italiani e stranieri destinato alla tavola per consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per cibo di strada o specialità enogastronomiche”.

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